Anche se ormai il “danno” è fatto, la polemica sul effettivo senso dell’ora legale continua ad andare avanti, pensando al prossimo giro di lancette da spostare. Un gruppo di studiosi esperti in ritmi biologici ha scritto addirittura al Parlamento Europeo chiedendone l’abolizione definitiva. Perché “il nostro organismo non riesce ad adattarsi davvero” .

Non esiste una vera e propria soluzione contro il “mal di tempo” scatenato dai bruschi e continui cambiamenti climatici che mettono a dura prova il nostro fisico, se si esclude il trasferimento in un paese dove il clima resta mite tutto l’anno. Ma gli studiosi fanno notare che l’uomo potrebbe quantomeno evitare di aggiungere altro “stress” sulla bilancia e smettere di giocare con le lancette dell’orologio, che due volte l’anno chiedono al fisico di gestire uno scompenso da “fuso orario”.

Da tempo si discute del “trauma biologico” legato al passaggio da ora solare a ora legale, e viceversa. Di come lo stress di questo insidioso cambio di ritmo potrebbe avere effetti negativi sulla nostra psiche e far riacutizzare i sintomi di alcune malattie. Nervosismo, emicrania, insonnia, aumento di peso, depressione e rischi per il cuore, compaiono nella lista nera delle controindicazioni scatenate dallo spostamento delle lancette.

Stando alla nuova ricerca presentata dagli studiosi, i malesseri scaturiti da questo cambiamento forzato della sveglia mattutina possono tra l’altro durare per tutti i sette mesi che ci separano dal ritorno all’ora solare: non basta far cadere il cambio d’orario nel weekend di riposo per recuperare.

L’associazione dei consumatori Codacons chiede di abolire l’ora legale pensando prevalentemente ai “costi” energetici di questo aggiustamento, paradossalmente nato per far risparmiare. I cronobiologi europei fanno invece riflettere, ancora una volta, sui costi sanitari di questo “jet lag sociale”, che interferendo sull’orologio interno regolato dall’alternanza tra luce e buio, mette in crisi i processi fisiologici di un intero continente.