Vivere a lungo sarebbe tutta – o quasi tutta – una questione di geni. Sarebbero proprio alcuni di essi (centocinquanta a quanto pare), infatti, ad influire sulla longevità delle persone o almeno questo è quanto sembra sostenere uno studio portato avanti dai ricercatori del King’s College di Londra.

I circa centocinquanta geni che influirebbero sulla longevità, se studiati, potrebbero infatti svelare la vera età di una persona (che non è quasi mai corrispondente a quella anagrafica) e determinarne le condizioni di salute. I geni rappresenterebbero dunque una sorta di punteggio genetico, indicante l’invecchiamento sano delle persone. Lo studio è stato poi condotto su soggetti che avevano tutti circa settant’anni di età, scoprendo attraverso di esso che punteggi elevati erano associati a migliori condizioni di salute (sia fisica sia psichica) mentre punteggi bassi o molto bassi erano associati a pazienti che soffrivano di gravi patologie, come l’Alzheimer.

Longevità: conta anche l’intelligenza

Oltre all’ottimo corredo genetico di cui bisognerebbe disporre, la longevità sarebbe influenzata molto anche dall’intelligenza della persona. Un altro studio avrebbe infatti confermato che le persone più intelligenti sarebbero anche quelle che vivrebbero più a lungo probabilmente perché costoro tenderebbero ad avere uno status socio-economico nettamente migliore rispetto agli altri o perché condurrebbero uno stile di vita più favorevole. Tutto questo potrebbe essere altresì collegato alla possibilità che le persone più intelligenti siano longeve perché tenderebbero a rendere il proprio corpo molto più sano ma non si esclude anche l’ipotesi che i soggetti dotati di maggior intelligenza siano anche quelli con minori mutazioni genetiche.