Continua la polemica circa la sicurezza alimentare dei prodotti che contengono olio di palma. Come ricorderete, il 4 maggio scorso l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) aveva lanciato l’allarme circa la tossicità e la cancerogenità di alcuni contaminanti presenti nell’olio di palma e altri oli vegetali. Una notizia che, ovviamente, oltre a diffondersi rapidamente presso i preoccupatissimi consumatori europei, aveva messo in subbuglio gli operatori del settore.

Due giorni fa, il presidente dell’AIDEPI, Mario Piccialuti, aveva rilasciato un’intervista al quotidiano Avvenire con la quale aveva dato la sua interpretazione alla sortita dell’EFSA. Secondo lui, “l’EFSA non ha dichiarato che gli oli vegetali, tra cui l’olio di palma, in sé siano cancerogeni o tossici, bensì che in alcuni procedimenti di lavorazione o raffinazione si possono sviluppare dei contaminanti di processo che possono essere nocivi per la salute“. E, sopratutto, per Piccialuti l’EFSA non avrebbe invitato i consumatori a “modificare le loro abitudini alimentari, né alle aziende di utilizzare un olio vegetale piuttosto che un altro“, sostenendo che di questo parere fosse anche Marco Silano, direttore del Dipartimento alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’interpretazione di Piccialuti, evidentemente, non è stata gradita dall’ISS, che oggi ha provveduto a replicare nel merito, specificando che “la posizione del dottor Marco Silano, riportata da Piccialuti, e’ stata estrapolata da diversi articoli nei quali l’intero contesto ne garantiva la piena comprensione. E’ vero infatti che l’EFSA non ha fornito indicazioni sui consumi ma è solo perché non rientra nel suo mandato istituzionale. Lo stato delle conoscenze scientifiche illustrato nel parere dell’EFSA sarà invece assunto dalla Commissione Europea alla quale spetterà far scaturire eventuali decisioni normative sul consumo“.

Non solo una questione di attribuzione, ma anche di merito. L’ISS, infatti, ricorda che “il dottor Silano nelle interviste rilasciate alla stampa ha sempre sottolineato, in linea con quanto espresso dal parere dell’Istituto, di ridurre il consumo di alimenti maggiormente apportatori di acidi grassi saturi nei quali è incluso l’olio di palma. Tutto questo, inoltre, fa parte di una strategia di comunicazione di raccomandazioni nazionale e internazionale di riduzione del consumo di acidi grassi saturi che l’Istituto ha sempre perseguito a tutela della salute pubblica“.