La liquirizia (nome scientifico Glycyrrhiza glabra) è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Leguminose ed originaria dell’area mediterranea e mediorientale. Il suo nome deriva dal greco glucos (dolce) e riza (radice) e le sue molteplici proprietà benefiche erano conosciute già 5000 anni fa.

Si tratta di una pianta erbacea rustica, ovvero resistente al gelo, che può raggiungere il metro di altezza. Sviluppa inoltre un grosso rizoma, da cui si estendono stoloni lunghi fino due metri e radici legnose altrettanto lunghe. Il rizoma e le radici hanno sono rivestite da una corteccia marrone, mentre all’interno, la parte legnosa si presenta di color giallo e ha un gusto dolce. Le foglie sono composte da quattro-otto paia di foglioline e da una terminale. I fiori sono di colore azzurro-violaceo, hanno un peduncolo corto e sono riuniti in racemi inseriti nell’ascella delle foglie. I frutti sono dei legumi coriacei allungati, con poche setole, contenenti da due a sei semi, di colore bruno.

Originaria dell’Asia sudoccidentale e dell’Europa meridionale, la liquirizia cresce spontanea nelle regioni del bacino mediterraneo, principalmente su terreni calcarei e/o argillosi. È coltivata con successo in Lucania, Sicilia e Calabria.

La parti della pianta che vengono utilizzate sono le radici, con almeno tre o quattro anni di vita, raccolte durante la stagione autunnale ed essiccate.

Proprietà della liquirizia

La liquirizia è una pianta molto versatile dal punto di vista fitoterapico, contiene acido glicirrizico, ormoni vegetali (fitosteroli), flavonoidi (antiossidanti), saponine e vitamine del gruppo B. E’ utilizzata come digestivo, espettorante e antinfiammatorio ed è inoltre molto utile nella cura della tosse, del mal di gola e dell’acidità gastrica. Grazie alla presenza dell’acido glicirretico e dei flavonoidi che aumentano la secrezione della mucosa gastrica, fino a formare un sottile film protettivo, la liquirizia svolge infatti un’azione digestiva ed antinfiammatoria, lenitiva e cicatrizzante. Aiuta inoltre a migliorare i disturbi dell’apparato gastrointestinale, compresi aerofagia e stitichezza. E’ poi indicata per gastritici e ulcerosi, ed agisce come prevenzione contro ulcere gastriche e duodenali causate da farmaci e alcool.

Modalità d’uso

La liquirizia si trova in commercio in forma di radici, che possono essere succhiate, ma anche utilizzate per decotti, in succo, in tintura madre, nei preparati per tisane (essendo ottima come dolcificante) e in polvere. Per chi soffre di gastrite è indicata una tisana a base di liquirizia e menta, da assumere per 20 giorni due tazze al dì. Per facilitare la digestione, la liquirizia può essere invece assunta in tronchetti, dopo i pasti, oppure masticando un bastoncino di radice, ma anche sotto forma di tintura (un cucchiaino dopo i pasti principali). Per preparare la tintura di liquirizia è sufficiente lasciar macerare per 2 settimane 20 gr di radici in 100 ml di alcool a 20°. Per ricavarne un decotto bisognerà invece versare in acqua fredda 1 cucchiaio raso di radice sminuzzata, accendere quindi il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e togliere dal fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo dopo i pasti.

Controindicazioni della liquirizia

Un’assunzione eccessiva di liquirizia può comportare effetti collaterali anche in soggetti non particolarmente sensibili. Esistono tuttavia alcune categorie di soggetti che dovrebbero assolutamente limitarne l’assunzione, come ipertesi, diabetici, persone predisposte a edemi, donne in gravidanza e allattamento, ma anche in trattamento con farmaci anticoncezionali. La pillola contraccettiva può infatti causare ipertensione, andando così a sommarsi all’azione ipertensiva di cui è responsabile l’acido glicirizzico contenuto nella liquirizia. L’assunzione combinata dei due aumenterebbe quindi notevolmente la ritenzione di liquidi, l’accumulo di sodio e la perdita di potassio. Sono infine state evidenziate interazioni con alcuni farmaci diuretici, lassativi e cortisonici.