L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noti i dati raccolti nel corso di una ricerca condotta sull’insonnia e le conseguenze che essa può portare sulla salute delle persone.  Soffrire di insonnia, come avevamo scritto già in un precedente articolo (clicca qui per leggerlo), causerebbe tutta una serie di problemi che a lungo andare potrebbero comportare gravi conseguenze sul benessere dell’organismo.

Il non riuscire a dormire, oltre che a comportare stati di ansia, depressione, nervosismo, stanchezza e frustrazione, avrebbe anche una stretta correlazione con l’ictus e i problemi cardiaci. Un dato, quest’ultimo, che se paragonato ai danni provocati dal fumo, risulterebbe essere ben maggiore. Stando a quanto rilevato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, quindi, l’insonnia sarebbe in grado di uccidere molto più del fumo.

Insonnia: i dati dell’Oms

Lo studio qui citato è stato condotto su un campione di 657 persone, di età compresa tra i 25 e i 64 anni, che non ha mai sofferto di problemi al cuore. Il campione di soggetti è stato poi tenuto sotto controllo per quattordici anni e nel 63 per cento dei casi in cui si è verificato un infarto nella vecchiaia, il soggetto aveva sofferto di insonnia o comunque di problemi legati al sonno.

Sarebbero quelli che dormono meno di sette ore per notte a rischiare di più: in questo caso vi sarebbero infatti il 50 per cento di probabilità in più di subire episodi di infarto rispetto a coloro che invece riescono a riposare per più ore.

Proprio per questo motivo, sarebbe bene rivolgersi ad un medico quando si soffre di problemi legati al sonno poiché essi, se trascurati, potrebbero andare a compromettere pesantemente il benessere psicofisico della persona, con conseguenze anche piuttosto gravi e irreversibili.