Mare, sole e vento. Il patrimonio naturale delle isole Fiji potrebbe rivelarsi un tesoro anche in termini energetici. Ne sembra convinto il Governo locale che ha investito 4,9 milioni di dollari nel progetto lanciato dalla Usp, l’Università del Sud Pacifico, e dal programma Korean international cooperation East Asia climate, per produrre energia elettrica sfruttando le maree.
Un progetto che punta non solo a ridurre l’inquinamento e far fronte al fabbisogno energetico delle isole Fiji, ma che potrebbe rappresentare un modello per tutti i Paesi composti da arcipelaghi di isole dove le turbine a corrente marina (le “tidal current turbines”) potrebbero sostituire i generatori diesel esistenti.

LE POLITICHE ENERGETICHE DELLE ISOLE FIJI
“La voce dedicata all’energia rinnovabile del programma punta a individuare le aree nelle Fiji dove mare, vento e sole possano essere utilizzati per fornire energia – dice Mohammed Ahmed, dell’Usp, come riporta il Fiji Times – per questo, sistemi di valutazione delle risorse di energie rinnovabili (i cosiddetti Ireras – Integrated renewable energy resources assessment systems) verranno installati in diverse aree per effettuare misurazioni delle fonti di energia rinnovabili”.
Inoltre, nell’ambito del progetto verranno svolti monitoraggi sull’energia oceanica, mentre in alcune aree le valutazioni sul potenziale energetico delle correnti marine sono già state completate utilizzando misuratori di corrente idroelettrica.
I sistemi saranno inizialmente installati a Vanua Levu, Kadavu e vicino all’Usp per poi essere spostati in altre zone. Una volta completate le valutazioni, verranno coinvolti altri soggetti che possano aiutare e finanziare l’installazione dei dispositivi di raccolta di energia idroelettrica.