Si definisce Legionella un genere di batteri gram-negativi aerobi, di cui sono state identificate oltre 50 specie diverse e 70 ceppi. Tra queste, la più pericolosa è la Legionella pneumophila, cui stati collegati circa il 90% dei casi di legionellosi, un’infezione polmonare i cui sintomi sono simili a quelli della polmonite, con tosse secca o grassa, febbre, brividi e, più raramente, diarrea, dolori muscolari, spossatezza e perdita di appetito. L’unico modo per giungere ad una diagnosi certa è quindi effettuare i test diagnostici specifici, mentre il trattamento si basa essenzialmente sulla somministrazione di appositi antibiotici.

La il batterio della Legionella prolifera soprattutto in ambienti acquatici caldi, con temperature comprese tra i 32° e 45°. A rischio sono quindi considerati impianti di condizionamento, tubature, condensatori, colonne di raffreddamento e, più in generale, qualsiasi impianto che comporti il riscaldamento dell’acqua e/o la sua nebulizzazione. E’ infatti da tali ambienti caldo-umidi che il batterio può diffondersi in luoghi pubblici come ospedali, case di riposo, piscine, terme, palestre, ecc. Per questo motivo la Legionella è considerata un pericolo per la salute pubblica e nel maggio 2015 sono state emanate le nuove “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi”, approvate in Conferenza Stato-Regioni ed aggiornate alla luce delle nuove conoscenze scientifiche, con l’ausilio tecnico-scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità e di figure istituzionali esperte del settore. Tale documento, finalizzato alla sorveglianza epidemiologica e alla prevenzione della malattia, sostituisce integralmente le precedenti linee guida e normative con lo scopo di riunire, aggiornare e integrare in un unico testo tutte le precedenti indicazioni.

Le Linee Guida costituiscono un strumento di riferimento per tutti gli operatori e/o soggetti interessati dal rischio legionellosi, come albergatori, gestori di strutture turistico-ricettive, impianti sportivi, centri benessere e strutture ad uso collettivo (teatri, cinema, centri commerciali, ecc.). Il Protocollo di Controllo in esse contenuto deve infatti essere applicato in ogni struttura ove siano presenti impianti potenzialmente a rischio. Al fine di attuare controllo e prevenzione, secondo le Linee Guida tali soggetti sono quindi tenuti a:

  • effettuare la valutazione del rischio legionellosi, ovvero un’indagine periodica che mira ad individuare le criticità degli impianti a rischio e individuare, sulla base dei risultati ottenuti, specifiche procedure per il controllo e la manutenzione di tutti gli impianti, con specifico riferimento alle attività di pulizia e disinfezione.
  • procedere alla gestione del rischio legionellosi, risolvendo le eventuali criticità individuate in fase di valutazione attraverso l’adozione di interventi e/o procedure specifiche.
  • effettuare una tempestiva comunicazione del rischio, informando, sensibilizzando e formando i soggetti interessati.

Il testo offre quindi utili elementi di giudizio per la valutazione del rischio legionellosi e dettagliati suggerimenti tecnici per la sua prevenzione e controllo, evidenziando quanto la Legionellosi sia una malattia circa la quale non bisogna mai abbassare il livello di guardia.

Per quanto riguarda invece i singoli cittadini, al fine di diminuire il rischio di contaminazione da legionella si consiglia di seguire i seguenti comportamenti:

  • mantenere la temperatura di produzione dell’acqua superiore ai 60°C;
  • rimuovere periodicamente i depositi calcarei dai filtri rompigetto e nelle doccette di erogazione dell’acqua;
  • provvedere alla manutenzione dei rubinetti e degli erogatori di casa e giardino, attraverso la periodica sostituzione dei filtri;
  • se non utilizzati di frequente, garantire la manutenzione degli impianti facendo scorrere almeno una volta alla settimana l’acqua da tutti i punti di erogazione;
  • effettuare periodiche operazioni di pulizia dell’impianto di condizionamento, compresa la sanificazione dei filtri e delle vaschette di raccolta della condensa;
  • non utilizzare l’acqua del rubinetto per gli apparecchi di aerosolterapia e ossigenoterapia.