Se il mondo sta avendo a che fare con la lotta contro l’ebola, l’Italia si ritrova a dover affrontare una vecchia malattia, che a distanza di anni pare essere esplosa nuovamente: la legionellosi. Nota anche come malattia del legionario, questa è un’infezione che va a colpire l’apparato respiratorio e causata dal batterio più pericoloso del genere Legionella, la Legionella pneumophila.

È di fondamentale importanza sapere che la malattia non viene trasmessa da persona a persona ma viene contratta per mezzo di un conduttore che può essere dell’acqua contaminata ma anche tramite flussi d’aerosol, dato che i luoghi prediletti di questi batteri sono quelli umidi, tiepidi o riscaldati: per questo motivo possono risultare potenzialmente “pericolosi” i luoghi in cui è presente un sistema di condizionamento, umidificazione, di trattamento dell’aria o dov’è presente il ricircolo dell’acqua, in special modo se non si attuano le dovute manutenzioni e disinfestazioni.

Il batterio entra in circolo attraverso la respirazione, per via della vaporizzazione di gocce d’acqua contaminata, passando per l’apparato respiratorio, arriva fino ai polmoni fino a sviluppare la malattia in due forme: la prima, ovvero la più grave, è proprio la Legionellosi e che frequentemente è affiancata da una forma acuta di polmonite, la seconda – che invece è meno pesante – è la febbre di Pontiac. Ad aumentare il rischio di contrarre la malattia ci sono anche malattie croniche polmonari – tumori, diabete o HIV -, ma anche una difesa immunitaria bassa, l’età avanzata, un’abitudine al fumo e all’alcol. La malattia viene contratta in special modo nei mesi più caldi fino all’inizio dell’autunno, ma vi sono anche altrettanti casi a dimostrazione che la stessa può essere contratta in altri periodi.

Tra i sintomi che possono accompagnare la malattia – e che la possono distinguere da una comune polmonite – ci sono febbre alta, brividi e tosse secca o grassa, ma anche stanchezza, dolori muscolari, perdita dell’udito e, raramente, anche diarrea. Per questo motivo bisognerebbe prendere degli accorgimenti, anche nelle proprie case, mantenendo puliti gli impianti di condizionamento e umidificazione, oltre che a controllare di frequente il livello di contaminazione della propria acque, nonché anche le varie tubature. Per questo motivo bisognerebbe prendere degli accorgimenti, anche nelle proprie case, mantenendo puliti gli impianti di condizionamento e umidificazione.

Per capire se si è effettivamente affetti da legionellosi bisognerà ovviamente eseguire uno specifico test di laboratorio, seguito anche da ulteriori esami come la radiografia del torace. In genere, se diagnosticata per tempo, la malattia può essere curata seguendo una terapia antibiotica – come eritromicina, azitromicina e levofloxacina, ma in genere la percentuale di decessi per la malattia risulta molto basso.

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