Legambiente lancia l’allarme pesticidi in Emilia Romagna: sono troppi e troppo presenti, sessantacinque diverse sostanze presenti in almeno l’80 per cento dei punti tenuti sotto controllo. E il dato preoccupante riguarda anche il fatto che la loro presenza sia aumentata rispetto a quattro anni fa. I pesticidi non vengono impiegati soltanto nelle aree in cui si coltiva ma anche nelle zone urbane, ossia dove possono essere presenti piccoli orti privati o giardini pubblici e privati.

Proprio per questo motivo Legambiente Emilia Romagna chiede un decisivo cambio di rotta nell’uso dei pesticidi e nonostante nel 2014 in Emilia Romagna sia partito il progetto Pesticidi no grazie, sembra esserci ancora poca consapevolezza in merito a questo preoccupante problema.

Secondo Legambiente, i pesticidi sarebbero presenti nella maggior parte dei campioni di acqua che sono stati analizzati, in molti punti la loro presenza supererebbe i limiti imposti e in alcune zone sarebbero addirittura presenti più sostanze, che unendosi diventerebbero ancor più pericolose e micidiali. Legambiente riporta anche che sarebbero state riscontrate tracce di presenza di Duron e Atrazina, ossia due pesticidi che sono stati messi al bando anni fa.

Secondo i dati rilevati, a superare i limiti massimi di concentrazione sarebbero soprattutto le zone comprese nel Canale emissario e del Cavo Lma sul Secchia (in provincia di Modena) e nella Burana navigabile del ferrarese.