Come ho premesso nel precedente articolo, non è detto che la dicitura “uova prodotte da galline non allevate in gabbia” o simili (riassumibili con un semplice ‘cage-free’ in inglese) significhino anche che la salute e le condizioni degli animali siano migliori di quelle degli animali tenuti in gabbia. Cosa c’è dietro quella scritta?

EPURAZIONE SESSUALE

Tanto per cominciare, quando un allevamento prodice uova per il largo consumo, gli unici uccelli che hanno un valore per la produzione sono quelli che possono fare le uova. Per i maschi, il destino è molto breve: non fanno in tempo a nascere che trovano istantaneamente la morte. Nelle fattorie che producono uova, i piccoli polli vengono uccisi con metodi abbastanza barbari: gettati vivi nei tritacarne ad alta velocità, gasati, soffocati, oppure uccisi con l’elettrocuzione. Negli allevamenti cage-free niente cambia per queste povere bestie: il loro destino è identico. Semplicemente, i maschi non servono a niente in una fabbrica di uova.

CAGE-FREE NON E’ SINONIMO DI GALLINE NELL’ERBA

Quando leggiamo la scritta “cage-free” (e scritte come quella citata sopra), magari su una scatola che reca l’immagine di una bella gallina in un prato verde, siamo più o meno portati a credere che le uova che compriamo arrivino proprio da allevamenti come quelli dei nostri nonni in campagna: prati verdi dove le galline sono libere di razzolare felici all’aria aperta e magari che si possono rifugiare in una bella casetta di paglia dove deporre indisturbate le loro uova. Ma ricordatevi che la scritta in sé vi sta solo certificando che la gallina non è in gabbia, il che può comunque voler dire (e spesso così è) che spesso queste galline vengono tenute in capannoni bui in condizioni di sovraffollamento indecenti e innaturali e quasi certamente non hanno mai visto un filo d’erba o annusato l’odore dell’aria fresca in vita loro.

COSA SUCCEDE ALLE GALLINE “IN PENSIONE”?

Come potrete immaginare, quando la “produttività” di una gallina si esaurisce, ovvero quando non riesce più a produrre uova, l’animale è inutile e viene quindi mandato al macello. Che sia cage-free o no. Gli uccelli “improduttivi” vengono impacchettati in gabbie strapiene, caricate sui TIR, incuranti delle condizioni di caldo soffocante o di freddo polare, e messe in viaggio. Centinaia di milioni di uccelli, nel corso di questi viaggi, si rombono le gambe e le ali, e milioni di loro muoiono per strada, per lo stress o per le temperature o per le fratture subite.

Insomma, altro che uovo come simbolo della vita…
Ma ciascuno di noi può cambiare le cose, anche senza rinunciare a mangiare le uova. Come? Ve lo dico dopo…