Ed ecco qualche cosa che probabilmente non vi aspettavate: tra le specie più invasive e dannose per l’ambiente vi sono alcuni animali molto piccoli ma “letali”: si tratta delle vongole zebrate, della mangusta asiatica e delle api da miele.

VONGOLE ZEBRATE

Originarie della Russia, queste vongole arrivarono al Nord America attaccandosi agli scafi dei transatlantici e si sono diffuse poi attraverso i grandi laghi nel Michigan e nel Canada. Apparentemente innocue, queste vongole si moltiplicano rapidamente, andando ad intasare le tubature ed entrando in competizione con le altre specie. Come? filtrano l’acqua rapidamente, eliminando il fitoplancton e molte delle riserve di cibo necessarie alle specie native.

LA MANGUSTA ASIATICA

La piccola mangusta asiatica (anche conosciuta come mangusta indiana) fu portata nelle americhe attraverso le Hawaii dai coltivatori di canna da zucchero, andando rapidamente a compromettere la popolazione di tartarughe marine. Le manguste figliano spesso, e le femmine sono in grado di partorire due o tre volte l’anno. Questi “invasori” hanno già creato grossi problemi in Giappone, mentre il costo stimato in termini di danni nelle isole Hawaii e nel Puerto Rico è di 50 milioni di dollari ogni anno.

LE API DA MIELE

Difficile pensare che le api siano una specie invasiva, specialmente quando si sente tanto parlare della loro scomparsa. Tuttavia la storia dimostra che in altre parti del mondo le api siano state tra i peggiori invasori per l’ambiente locale: nel 1957, in Brasile, 26 api della Tanzania vennero rilasciate accidentalmente e si unirono con le api europee. Il risultato fu l’ape da miele “africanizzata”. Queste nuove api cominciarono a muoversi verso nord negli anni Settanta e da lì sempre più su verso gli Stati Uniti. Queste api sono poco amichevoli: attaccano velocemente e proteggono strenuamente i loro alveari, che possono difendere anche inseguendo un uomo per un chilometro. Hanno una resistenza portentosa e rappresentano una minaccia nei confronti di altri insetti impollinatori, creando problemi per l’industria del miele e la produzione di orchidee e vari tipi di raccolto.