Ed ecco altre due storie di specie invasive abbastanza inquientanti: lo storno europeo ed il rospo delle canne.

LO STORNO EUROPEO

Nel 1890, un produttore di medicinali chiamato Eugene Schieffelin camminò fino a Central Park e rilasciò 60 storni europei che aveva appena ricevuto. Si racconta che Schieffelin fosse un grande fan di Shakespeare, e volesse portare tutti gli uccelli menzionati nel Bardo di Avon a New York. Un anno dopo, aggiunse altri 40 uccelli ed ora gli Stati Uniti sono popolati da – si stima – 200 milioni di questi uccelli rumorosi ed aggressivi.

Sfortunatamente la romatica idea di Schieffelin non è rimasta tale, poiché questi invasori spingono fuori dal loro territorio le specie native, causano danni severi agli aerei e milioni di perdite in agricoltura ogni anno. Il governo degli Stati Uniti ha fatto uno sforzo per eradicare lo storno europeo dai propri territori, dai veleni sino ai detergenti spray, fino alla filodiffusione di suoni che li disturbano, come quelli dei rapaci. Nella fotografia qui sopra potete vedere uno stormo di storni europei.

IL ROSPO DELLE CANNE

E veniamo a una storia veramente agghiacciante. Il rospo delle canne è tristemente nota come quella di una specie che è diventata una piaga. Nativi del Centro America, i rospi delle canne furono portati alle Hawaii negli anni Trenta per aiutare il controllo dei maggiolini della canna da zucchero ed altri insetti. Le capacità di questo rospo di cacciare gli insetti si è rivelata un fallimento, ma in compenso hanno preso possesso del Nord America e dell’Australia, dove si sono moltiplicati in milioni.

Questi terribili rospi possiedono delle tossine velenose che di solito uccidono i loro potenziali predatori, diventando così una minaccia per le specie native. Oltretutto, trattandosi di una specie vorace, questi invasori rubano il cibo ad altre specie, diventando una vera e propria minaccia per l’ecosistema.

Sul rospo delle canne è stato girato anche un film documentario (abbastanza inquietante, aggiungo io): qui potete vedere il trailer in inglese.

Ovviamente, l’unico commento che mi sento di fare viste le scene di violenza sugli animali che non condivido assolutamente, è un monito verso tutti quelli che pensano di risolvere un problema economico con la pelle degli animali. Fuori dal proprio ecosistema, ogni specie è un potenziale pericolo. E l’esempio più lampante di specie invasiva e dannosa per l’ambiente è proprio la nostra.