Le sigarette elettroniche fanno male, conducendo un cocktail di sostanze chimiche cancerogene direttamente nei polmoni, mostra un nuovo studio. Quello che emerge, inoltre, è che a causa dell’e-cig ci potrebbero essere molti più batteri resistenti agli antibiotici. Non vi è alcun dubbio sul fatto che, non essendoci combustione, le sigarette elettroniche facciano meno male delle sigarette tradizionali, ma questo non le risparmia da una condannaa da parte degli scienziati (se vuoi saperne di più sull’opinione degli scienziati italiani clicca qui).

Il team condotto da Glantz ha osservato che nel vapore delle sigarette elettroniche si trovano nanoparticelle che possono innescare infiammazioni e che sono direttamente collegate all’asma, ictus, patologie cardiache e diabete. Le preoccupazioni aumentano anche in virtù del fatto che la sigaretta elettronica non rappresenta più un mercato di nicchia e le previsioni dicono che in 10 anni supererà la vendita di tabacco tradizionale (se vuoi saperne di più sul divieto nei locali pubblici clicca qui).

Le temperature innescate nel dispositivo farebbero sì, che i solventi, sopposti a crollo termico, producano carbonile, ovviamente tossico. Questo sarebbe quanto più vero per gli utilizzatori di sigarette di seconda generazione, sui cui device possono impostare la potenza della “svapata”. Insomma, le sigarette elettroniche fanno male fino a nuovo ordine. Molti gli studi che si avvicendano in materia, e viene da domandarsi quanti di questi guardino alla salute del cittadino piuttosto che agli interessi di mercato.