Qualche giorno fa ho letto sulle pagine del Guardian una notizia che poi è rimbalzata su tutta la rete (o quasi), almeno per quanto riguarda il mondo anglofono: una foto catastrofica in prima pagina sorpontata dal titolo “Epidemia di zombie in tutto il mondo”. All’inizio sembrava una trovata cinematografica. Invece poi, incuriosita dall’eco della notizia, mi sono soffermata a leggere l’articolo.

CHI SONO GLI ZOMBIE?

Gli zombie sono le donne. Perché noi donne? Perché siamo più suscettibili alle pressioni del mondo, della società e prime vittime di una crisi che falcidia posti di lavoro a cui l’accesso, per noi, è già di per sé difficile e a condizioni ancor più svantaggiate. Ma come si diventa zombie nell’era moderna? Semplice, a suon di tranquillanti e medicinali che i medici ci prescrivono per tenere a bada lo stress, l’ansia, la frustrazione, contenere le crisi di panico derivate da situazioni alle quali siamo chiamate a far fronte.

QUANDO ARRIVA IL BREAKDOWN

Il corto circuito arriva quando si cerca di cercare a tutti i costi di essere all’altezza delle situazioni impari in cui ci troviamo quotidianamente a combattere, siano esse il posto di lavoro dove ci viene richiesto di dimostrare di valere di più per ottenere di meno (rispetto ai nostri colleghi uomini), magari sotto la minaccia del mancato rinnovo del nostro contratto, del licenziamento, oppure sotto la minaccia neanche tanto velata che se in quei giorni del mese stiamo male non andiamo al lavoro siamo colpevoli, per non parlare del fatto se restiamo incinte. Oppure, all’opposto, la mancanza di lavoro, la frustrazione di essere emarginate e il nostro talento non considerato, e far da spalla costante alla famiglia in difficoltà, con figli e mariti che chiedono più di quanto possiamo dare. O, ancora, avere a che fare con eventi naturalissimi, come la gravidanza, che in questi tempi è un lusso per pochi.

LA SOLUZIONE NELLE PILLOLE

E così, ecco la soluzione più facile: i medici prescrivono pillole e tranquillanti con una sempre maggiore facilità: ingoia questa e riparti, fai quello che ti viene richiesto, metti a tacere la coscienza e i suoi campanelli d’allarme e uniformati, vai avanti lo stesso, anche senza cervello.

Ecco, il risultato sono le donne-zombie, quelle che ad ogni costo devono essere all’altezza di un mondo disumano che le spersonalizza e non le considera.

Forse è invece ora di svegliarci e di riaccendere il cervello, buttare nel wc le pillole e riprendere coscienza, ribaltando quel mondo che non è più una casa per molti, ma solo una prigione. Se le regole sono sbagliate, non resta che cambiare le regole, uscendo dalle regole stesse.