Le cisti ovariche sono piccole sacche piena di materiale liquido, o più raramente solido, presenti all’interno o all’esterno delle ovaie. La formazione di tali cisti è un fenomeno frequente e, nel corso della vita, una donna può sviluppare una o più cisti senza nemmeno rendersene conto, poiché la loro formazione non causa particolari sintomi o problematiche.

Per tale motivo, molte delle cisti ovariche sono da considerarsi totalmente innocue, con tendenza a risolversi spontaneamente nel giro di qualche settimana o mese al massimo.

E’ questo il caso delle cisti così dette “funzionali”: ogni mese, infatti, nelle ovaie si sviluppano fisiologicamente delle strutture cistiformi, dette follicoli, la cui funzione è  produrre ormoni e rilasciare l’ovulo al momento dell’ovulazione. In alcuni casi, il follicolo continua tuttavia a crescere, sviluppando la cisti funzionale, dovuta quindi ad un piccola anomali durante il normale funzionamento del ciclo mestruale. Queste si dividono in:

Cisti follicolare, ovvero quella che si sviluppa quando il follicolo non rilascia l’ovulo.

Cisti luteale, ovvero quella che si crea se il follicolo, dopo aver rilasciato l’ovulo, si richiude, trattenendo al suo interno fluidi.  Questo secondo tipo di cisti di solito scompare entro alcune settimane, ma può anche capitare che cresca fino a raggiungere dimensioni importanti (fino a 10 cm di diametro) divenendo potenzialmente pericolosa, specie se va incontro a rottura, con sanguinamento interno, pericolo di torsione dell’ovaio e dolore pelvico o addominale. E’ bene dunque rivolgersi al medico se si avverte un dolore pelvico improvviso e acuto, specie se accompagnato da febbre, sudorazione, debolezza, vomito, respiro affannato e vertigini. In caso contrario la cisti si risolverà da sola, probabilmente senza neppure manifestare la sua presenza.

 Sono invece dette cisti “patologiche” (o non funzionali) le masse che si sviluppano dopo la menopausa o che non hanno un legame diretto con il ciclo mestruale, rappresentando invece vere e proprie neoformazioni dell’ovaio. Appartengono a questa categoria:

Cisti dermoidi, che si sviluppano a partire dalle cellule che producono l’ovocita durante la vita embrionale e quindi possono presentare al loro interno porzioni di tessuto. Queste possono raggiungere dimensioni notevoli e causare un’alterazione della normale anatomia di ovaie e utero. In questi casi diviene necessario intervenire chirurgicamente per rimuoverle. Le cisti dermoidi sono di fatto tumori benigni (assai raramente si evolvono tuttavia in maligni) e rappresentano le cisti non funzionali più frequenti tra le donne sotto i 40 anni.

Cistoadenomi, si tratta di tumori benigni che crescono sulla superficie esterna delle ovaie. Se al loro interno racchiudono acqua, si parla di cistoadenomi sierosi, mentre se invece contengono muco, si parla di cistoadenomi mucinosi, di gran lunga più pericolosi, poiché possono raggiungere anche i 30 centimetri di diametro, andando a premere sul tratto intestinale adiacente o sulla vescica, oppure causando la torsione dell’ovaio. Anche in questo caso, tuttavia, la conversione di un cistoadenoma benigno in un tumore maligno rappresenta un evento raro.

Cisti dovute a endometriosi (o endometriosiche).

Cisti dovute alla sindrome dell’ovaio policistico.

Più in generale, le cisti che contengono materia liquida solitamente non sono di natura tumorale e quindi tendono a non rappresentare un serio pericolo per la salute. Al contrario, cisti solide o miste (ovvero che contengono sia materia liquida che solida) potrebbero richiedere accertamenti, così da escludere la presenza di un tumore. Per stabilire l’esatta natura di una cisti ovarica è necessario sottoporsi ad un visita ginecologica e procedere con un esame ecografico transaddominale o transvaginale.