Capita spesso di andare a fare la spesa al supermercato e comprare cibi del quale non leggiamo mai etichette né ingredienti perché semplicemente “ci fidiamo” della marca oppure siamo troppo di fretta, andando a minare spesso una dieta sana ed equilibrata. Per far si che questo accada sempre meno, il Ministero della Salute ha stilato dei consigli contenuti nell’opuscolo “Etichettatura degli alimenti. Cosa dobbiamo sapere“. Eccoli riassunti in 10 punti fondamentali:

1 – Etichetta: questo è quello che viene notato di più poiché è come un “biglietto da visita”. Riporta delle informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto. “Il Regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori aggiorna e semplifica le norme precedenti sull’etichettatura degli alimenti”. Questo ha lo scopo di tutelare maggiormente la salute del consumatore, assicurandone un’informazione chiara e trasparente. Accanto alla denominazione deve essere indicato anche lo stato fisico o lo specifico trattamento subito (in polvere, ricongelato, concentrato, affumicato, ecc); per i prodotti congelati prima della vendita, invece, dovranno essere accompagnati dall’indicazione “decongelato”.

2 – Illustrazioni: un’altro punto che viene notato di più in un prodotto. L’immagine è quella che da più nell’occhio ma c’è da ricordare che non sempre sono una rappresentazione fedele dell’effettivo prodotto al suo interno.

3 – Ingredienti: gli ingredienti sono sempre indicati per ordine decrescente di quantità, per cui il primo nella “lista” è sempre quello in maggiore quantità.

4 – Allergie: Una delle novità prevede l’indicazione degli allergeni che deve essere evidenziata con un carattere differente rispetto agli altri ingredienti in modo da essere facilmente riconoscibili. ed è periodicamente aggiornata seguendo le conoscenze scientifiche più recenti. La stessa cosa vale per i prodotti sfusi, anche questi dovranno apportare un’adeguata etichetta sulla presenza di allergeni. Nel caso degli oli vegetali o grassi vegetali, dovrà essere apposto un indicazione riguardo l’origine specifica come “olio di palma”, “olio di cocco”, grassi idrogenati ecc.

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5 – Scadenza: due indicazioni distinte possono essere trovate sulla confezione: Data di scadenza, per i prodotti a rapida deperibilità, con dicitura “da consumarsi entro” che rappresenta il limite oltre la quale il prodotto non dovrebbe essere più consumato. Termine minimo di conservazione (TMC): per i prodotti che possono essere conservati più a lungo, anche questo accompagnato dalla dicitura “da consumare preferibilmente entro”, la quale indica che il prodotto, se consumato oltre la data riportata, può riportare dei cambiamenti nelle caratteristiche organolettiche tra cui il sapore e l’odore, ma che comunque può essere consumato senza rischi per la salute. Conoscere questa differenza è fondamentale, perché va anche ad evitare che si verifichino degli sprechi, ovvero che il prodotto venga gettato quando invece sarebbe ancora commestibile.

6 – Conservazione ed uso: fondamentali per consentire una conservazione ed uso adeguato dal momento in cui viene aperta la confezione del nostro prodotto. Ad esempio, per i surgelati e refrigerati, bisogna sempre mantenerli alla temperatura riportata sull’etichetta, per poi riporli nel frigorifero o congelatore subito dopo l’acquisto. Per quanto riguarda il pesce  in pescheria, sempre controllare i cartelli esposti. Accanto al pesce fresco potrebbe esserci del pesce decongelato. quest’ultimo deve essere sempre contrassegnato da delle indicazioni, inclusa quella sulla provenienza.

7 – Paese d’origine e di provenienza: obbligatorio soprattutto per alcuni prodotti, tra cui anche le carni, pesce, frutta e verdura, olio extravergine e miele, ma è stata estesa anche a carni suine, ovine, caprine e avicole, che siano fresche o congelate.

8 – Peso: controllare sempre il peso netto e sgocciolato dell’alimento poiché molto spesso ci si può trovare ingannati dalle dimensioni delle confezioni.

9 – Confezioni riciclate: per un’ulteriore salvaguardia all’ambiente sarebbe bene scegliere alimenti confezionati con imballaggi e confezioni riciclati o riciclabili.

10 – Dichiarazione dei valori nutrizionali: per chi ci tiene ad una alimentazione sana bisogna ricordare che su ogni confezione sono obbligatorie le informazioni su valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale; per essere poi integrata con altre indicazioni du acidi grassi monoinsaturi o polinsaturi, polioli, amido e fibre. Il valore energetico riportato è espresso come percentuale delle assunzioni di riferimento per un adulto che assume circa 2000 kcal al giorno. Spesso alcuni valori nutrizionali specifici possono essere riportati sull’etichetta per “valorizzare2 i propri prodotti, indirizzando i consumatori nel fare scelte più “attente” ed in linea con le sue necessità. “Il Regolamento (CE) 1924/2006 armonizza i cosidetti “claims”, ossia indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, allo scopo di garantire ai consumatori l’accuratezza e la veridicità delle informazioni”.