Arrotino, castagnaro, lattaio. Quando si parla di mestieri in bicicletta, il pensiero va subito a professioni antiche, insomma roba da museo. Eppure, da un po’ di tempo qualcosa sta cambiando e i lavori su pedali ricominciano ad affacciarsi nelle città, complici la crisi, il traffico che rende gli spostamenti in auto sempre più lenti e una nuova coscienza ecologica. Primo fra tutti, il corriere su due ruote, l’eroico “bike messenger” che negli Stati Uniti consegna pacchi e documenti da un cliente all’altro già dagli anni ’80, ma che ultimamente si è radicato anche in Europa ora è arrivato in Italia.

IL PONY EXPRESS VA PIU’ VELOCE A PEDALI
Quello del pony a pedali è un mestiere recente, ma vanta già una sua bibliografia: la Bibbia del bike messenger è “Il messaggero” di Travis Hugh Culley, memorie di un bike messenger di Chicago che hanno contribuito ad avvolgere questa figura in un alone di mito. A lui si ispirano tutti coloro che fanno di questo mestiere uno stile di vita. Da San Francisco a New York, passando poi per Parigi, Londra e Berlino, il bike messenger ha fatto la sua comparsa in Italia. A Milano c’è la Ubm (Urban Bike Messengers), che fornisce un servizio di corrieri in bicicletta con lo slogan “consegniamo una Milano più pulita”.
Veloci perché ovviano al problema del traffico e possono transitare nel centro storico e nelle zone chiuse ad auto e moto, trasportano tutto ciò che trova posto nelle borse da bici, fino a un massimo di 5 kg. E per le consegne più voluminose c’è un servizio di bici-cargo arrivata direttamente da Copenaghen.
Secondo loro, affidare le proprie consegne a un corriere in bici oltre a far bene all’ambiente fa bene anche al bilancio: si tratta infatti di un’azione di responsabilità sociale che prevede le agevolazioni fiscali dedicate alle imprese che ogni giorno fanno qualcosa di concreto per contribuire a realizzare un futuro più sostenibile. Non sarà piatta come Milano, visti i suoi sette colli, ma anche Roma ha il suo servizio di bike messenger: sono gli “ecoalfieri” che consegnano entro il Gra.
Sul loro blog affermano che oltre il 90% delle consegne viene effettuato entro i 90 minuti dalla telefonata del cliente, trasportano fino a 10 kg senza sovrapprezzi, mentre per le consegne pesanti si avvalgono di un carrello che può così trasportaree fino a 50 kg. A Parma, invece, c’è il Bicicorriere che offre prezzi vantaggiosi per persone con difficoltà motorie e malati.

GUIDE TURISTICHE BY BIKE
Ma oltre alle consegne, ci sono altri lavori che si possono fare su due ruote. Ad esempio la guida turistica. A cercare ciceroni per le città d’arte o percorsi nella natura è la RentalBike That’s Amore, società specializzata nel cicloturismo che quando assume si assicura che il nuovo dipendente, oltre a parlare le lingue, sia atletico perché dovrà darsi da fare su pedali. In particolare nelle zone di Venezia, Napoli e della Costiera Amalfitana.

LA POLIZIA A PEDALI
Sono sempre più numerose le unità di polizia in bici, e per diverse ragioni: perché i cittadini sentono gli agenti su due ruote più vicini, perché in bici si possono raggiungere anche zone chiuse al traffico, perché gli agenti in bici sono silenziosi e non inquinano. A ricorerre agli agenti a pedali sono già la polizia di Parigi (che ha anche un’unità su pattini a rotelle in linea), Helsinki, Amsterdam, Perth, Glascow, Toronto, Copenaghen, Sydney, e in America a Washington, Los Angeles, Santa Monica, New York, Atalanta, Chigago.

L’ORCHESTRA ITINERANTE
Niente pistole nè manganelli, ma trombe e tromboni, fisarmonica e grancassa. E’ la ‘t Brabants Fietharmonische Orkest, un’orchestra olandese che tiene i suoi concerti su una bicicletta a nove posti, quanti sono i musicisti che la compongono: un tandem lungo quattro metri. Richiestissimi, suonano in tutto il mondo. Nel 2011 hanno pedalato e suonato in tutta Europa, Italia compresa.

IL MUSEO DEI MESTIERI IN BICICLETTA
Per riscoprire i vecchi lavori su due ruote (quelli che si facevano non tanto per coscienza ecologica, ma per necessità), si può fare un giro al ‘Museo dei Mestieri in Bicicletta’ di Fabriano che espone i mezzi originali usati, dagli anni ’20 agli anni ’60 del secolo scorso, dall’accalappiacani al barbiere. Le 66 biciclette della collezione di Luciano Pellegrini provengono da tutta Italia e rappresentano un curioso inventario di botteghe su due ruote.