A partire dal mese di gennaio 2017 dovrebbero iniziare a comparire le prime confezioni di latte italiano sulla cui etichetta informativa sarà indicato chiaramente il luogo d’origine. Grazie a queste nuove indicazioni sarà possibile conoscere il paese in cui è avvenuta la mungitura ma anche quello in cui il latte italiano è stato lavorato in seguito se da esso sono stati ricavati prodotti quali burro, yogurt o formaggi di vario genere.

In realtà, in questa prima fase, ci si troverà di fronte ad un’iniziativa di tipo sperimentale, che durerà fino al prossimo 31 marzo 2019. Tale iniziativa è stata richiesta dalla Commissione europea, in attuazione del regolamento comunitario numero 1169/2011.

Cosa accadrà in concreto, quindi, a partire dal mese di gennaio 2017? Che sulle confezioni di latte italiano di qualsiasi tipo (non solo di mucca quindi) dovranno sempre essere indicati, sull’etichetta, il paese di mungitura del latte e il paese di condizionamento oppure di trasformazione dello stesso (se avvenuta in luogo diverso). La nuova normativa non riguarderà invece i derivati del latte sfusi o preincartati che si trovano al banco frigo oppure i prodotti biologici, di origine protetta o di indicazione geografica protetta. In questi ultimi casi, infatti, la tracciabilità è già assicurata da diverso tempo.

Le nuove regole permetteranno di ottenere maggior controllo, trasparenza e sicurezza sui prodotti alimentari acquistati dai consumatori – in questo caso il latte – ma anche di tutelare il latte di provenienza nazionale, che sarà in grado, in questo modo, di assicurare standard di qualità più elevata.