Il sistema bipartitico americano è famoso nel mondo per dividere l’elettorato nei due colori che corrispondono ai due partiti che si scontrano nelle elezioni: blu e rosso. Ma gli Americani sembrano stufi di entrambi i colori e ultimamente, tra le proposte ancronistiche dei Conservatori e la delusione per le promesse rivoluzionarie (solo in parte mantenute) da Barack Obama per i Democratici, ecco che spunta l’alternativa… ed è tutta verde.

Il Green Party, infatti, sta guadagnando rapidamente consensi in quest’ultimo ciclo elettorale, sebbene si trovi nel mezzo delle lotte e degli scontri frontali tra Repubblicani e Democratici. Ma il successo del Green Party americano sta nel fatto che si tratta di più che di un gruppo di ambientalisti, si tratta di un gruppo di persone con idee e una visione del futuro basato sulla sostenibilità ed il rispetto delle risorse e della natura.

DOVE NASCONO I VERDI

Il Green Party nasce in realtà nei primi anni Ottanta in Germania con Petra Kelly, quando divenne prima un movimento e poi un partito. Joschka Fischer, che ora è diventato ministro degli esteri della Germania, era nel Green Party sin dalla sua nascita. Poi, dalla Germania al Belgio, il partito dei Verdi si diffuse anche all’estero e attraversò Paesi diversi.

Attorno al 1984 il Green Party approdò anche negli Stati Uniti come un movimento attivista isolato. Solo con l’inizio degli anni Novanta ci fu un senso crescente di consapevolezza che questo movimento dovesse diventare un vero partito e guadagnarsi la partecipazione di un elettorato.

Nel 1996 Ralph Nader provò a correre alle presidenziali sotto lo stemma dei Verdi: fu una campagna elettorale molto modesta (spese meno di 5000 dollari). Ma l’esperienza aiutò il partito a farsi le basi in termini di organizzazione di una campagna. Più tardi, il Green Party fu uffcialmente riconosciuto dall’Associazione dei Partiti Verdi, e nel 2000 venne riconosciuto anche dalla Commissione per le Elezioni Federali. Da allora il Green Party è divenuto un partito vero.

La sfida elettorale ora, nel 2012, si gioca su un piano diverso ed il Green Party ha messo in campo una candidata che correrà alle presidenziali come concorrente sia per i Democratici che per i Repubblicani: Jill Stein. La Stein ha già stracciato un candidato temibile come Mitt Romney in un dibattito pubblico ed è stata acclamata vincitrice all’unanimità e questa vittoria importante ha dato carica e nuovo lustro al partito dei Verdi americano.

La prossima partita si gioca con un altro volto importante in una convention nazionale che si terrà a Baltimore, nel Maryland, tra il 12 ed il 15 luglio 2012: si tratta Roseanne Barr, una nota attrice che ha recitato in numerose commedie, che presta la propria immagine al partito.

Insomma, gli elementi per sfondare ci sono tutti, e anche se sembra la sfida di Davide contro Golia, i temi ambientali e soprattutto delle risorse energetiche stanno appassionando davvero tutti, alla ricerca di una ricetta diversa per uscire dalla crisi economica.