Lo “sballo” alcolico? Molto più pericoloso di un eccesso da marijuana. È questo il messaggio forte lanciato da uno studio pubblicato sul magazine Scientific Reports che arriva snocciolare un dato numerico ben preciso: fumare erba risulterebbe infatti 114 volte più sicuro per la salute, rispetto a bere alcol.

Nello specifico, i ricercatori di un team internazionale hanno messo in una lista nera tutte le sostanze “ricreative” che generano dipendenza per scoprire che, in media, l’alcol uccide più persone di qualunque stupefacente. Altre droghe, come l’eroina, la cocaina e l’ecstasy, hanno ovviamente un altissimo rischio di morte ma la marijuana si trova nella zona più bassa della classifica, molto dopo il tabacco.

Le controindicazioni associate al consumo esagerato di cannabis, prevalentemente legate alla salute mentale, non vengono ovviamente smentite dallo studio ma l’alcol è comunque risultato essere il peggiore del gruppo, per quanto riguarda la probabilità di morire a causa di una dose letale. La relazione suggerisce quindi un percorso di tolleranza verso le droghe leggere, esageratamente demonizzate, e sottolinea invece i rischi a cui va incontro chi alza troppo il gomito, troppo spesso sottovalutati.

Alla lunga, i problemi legati all’alcol ingerito spaziano tra cuore, fegato, pancreas, mente e sistema nervoso in generale. Un eccessivo consumo può anche avere un effetto negativo sulla capacità riproduttiva delle donne. Ma un’intossicazione acuta da “etanolo” nel sangue può sopratutto causare un istantaneo coma etilico, provocando arresto cardiaco o respiratorio. Il report fa notare che invece un overdose di “droga” è quasi impossibile, anche per coloro che fumano grandi quantità di cannabis.

Il proibizionismo sta nel frattempo allentando la presa sulla marijuana e qualcosa inizia a muoversi anche in nel nostro paese, sul fronte dell’erba approvata e utilizzata a livello terapeutico. La regione Toscana sta per partire con le prime terapie gratuite, distribuite sotto prescrizione medica dalle farmacie territoriali.