Stavo leggendo un articolo di giornale sulla fontana di acqua potabile a Colorno (in provincia di Parma), quando mi sono ricordata un’usanza che avevo quando vivevo a Roma quasi una decade fa. Condividevo casa con altre studentesse ed io ero l’unica ad avere una macchina, una Seicento che aveva già fatto il giro d’Italia con la mia roba dentro.

Così la domenica salivamo in tre sulla mia seicento ed andavamo al Monte Sacro a prendere l’acqua. Il Monte Sacro stava in zona Nomentana, una specie di linea di demarcazione nella quale dalla sfattezza dalla Tiburtina ci si trovava improvvisamente tra villini con giardini stupendi. La mia Seicento faceva persino fatica ad imboccare la stradina in salita che portava ai cancelli delle fonti, ma noi un posticino lo trovavamo di sicuro per parcheggiare.

Per prendere l’acqua del Monte Sacro ci mettevamo almeno un’ora: avevamo le nostre casse con le nostre brave bottiglie, già lavate ed asciugate, e le riempivamo di acqua liscia e frizzante, che ci sarebbe bastata per tutta la settimana a venire e anche un po’ di più. L’acqua del Monte Sacro contiene oligoelementi particolari, era sana, e soprattutto costava poco, a parte un po’ di fatica. Il rito domenicale in sé era un’esperienza divertente che ci toglieva dalla routine e dagli impegni della settimana e si finiva sempre con tante risate tra schizzi d’acqua e qualche bottiglia rotolata altrove.

In più, faceva bene a noi, all’ambiente e alle casse comunali. E scusate se è poco.

Il Comune di Colorno, con la sua fontana pubblica di acqua potabile inaugurata il 10 novembre 2011, ha erogato una media di 494 litri d’acqua. 36.900 bottiglie di plastica in meno in circolazione, 387.450 litri d’acqua risparmiati (sapevate che per produrre una bottiglia di plastica da un litro e mezzo servono 7 litri d’acqua?), 8.967 chili di greggio e 4.428 euro di smaltimento rifiuti.

E se ci pensate… prendere l’acqua alla fontana è decisamente “cool”. Provate a dirlo in giro… E chiedetene una al vostro comune!