In molte culture e filosofie tradizionali, sia occidentali che orientali, ci si imbatte prima o dopo nella famosa “danza a spirale“. Si tratta sì di una “canzone”, di un ritmo sul quale si danza, che simboleggia l’evoluzione della vita umana nelle sue tappe fondamentali, e che – come un rito di passaggio – ci aiuta a trasmutare da uno stadio della vita all’altro, proprio come una larva si trasforma in farfalla una volta uscita dal bozzolo.

LA TEORIA DELLA DANZA A SPIRALE

In modo molto semplificato, la teoria della danza a spirale suddivide la vita umana in diversi stadi, nel numero di sette, durante i quali la persona si evolve continuamente e raggiunge una maturità, per poi rinnovarsi completamente e passare allo stadio successivo. Questo avviene non solo dal punto di vista del rinnovo cellulare, ma coinvolge tutti gli aspetti della persona: l’emotività, la sessualità, i gusti, il modo di pensare e di vivere…

Da questo continuo srotolarsi ne nasce appunto il movimento a spirale della nostra vita, che si apre e si espande ad ogni giro, ci fa cambiare ruotando attorno a noi stessi, rendendoci consapevoli, ad ogni giro, del percorso che stiamo facendo.

La danza a spirale è il paradigma di un’evoluzione (o sarebbe meglio dire di una crescita) che non è lineare, e tutte le filosofie che la adottano insegnano a fluire con essa, ad accettare i giri e ritorni della vita, il cambiamento che ruota attorno a se stesso e ci conduce ad ogni giro un po’ più lontano, rendendoci più saggi.