Restiamo in tema di “ciò che mangiamo“, o meglio… ciò che mangiano le persone che si cibano di carne. I polli, si sa, vengono allevati in gran parte del mondo (Italia inclusa) a scala industriale. I polli che finiscono sui banchi dei supermercati nascono, crescono e muoiono in grandissimi capannoni privi di luce, non in gabbia, ma costretti in condizioni igieniche e di sovraffollamento malsani, ingozzati di mangimi e ormoni in modo che crescano in modo abnorme. Per questo, queste povere bestie hanno spesso il becco tagliato, in modo che non possano ferirsi gli uni gli altri in preda all’isteria da costrizione, e sebbene vengano sottoposti pesantemente all’assunzione di antibiotici e medicinali, le epidemie causano sempre delle stragi, tanto ché gli allevatori sono costretti ad ucciderne interi lotti di migliaia e migliaia, che siano malati o meno, per scongiurare ulteriori perdite e contagi futuri.

LA SCHIUMA ANTI-EPIDEMIA

Poco tempo fa, in Brasile,e per la precisione a Santa Catarina, è stata sperimentata una schiuma in grado di decimare fino a 15.000 polli in 15 minuti, facendoli morire per soffocamento. La sperimentazione è avvenuta su 400 uccelli in una voliera di Arabuta, all’inizio di novembre. La scena, quella che molti animalisti hanno già tacciato come “genocidio specista” è stata seguita da medici e scienziati dell’industria del pollame, che ne sono rimasti entusiasti.

La schiuma viene generata da una macchina (prodotta dalla Kifco, azienda che produce impianti di irrigazione da giardino de L’Avana) che è già stata importata da alcune industrie del pollame locali, come Brasile Foods e Marfrig, tramite la Catarinense Poultry Association (ACAV) e potrà entrare in funzione solo in caso di eventi sanitari che richiedono l’uccisione rapida e la disinfezione del pollame a scopo di prevenzione delle malattie. La macchina, che costa 170 mila dollari, può essere ammortizzata facilmente, a detta degli allevatori  perché ne fa risparmiare molti di più all’insorgere di un’epidemia. Infatti, sino ad ora, la macellazione degli animali malati doveva avvenire manualmente, uno per uno, con il rischio anche per il personale addetto al macello di contrarre dei virus.

La macchina della schiuma “E’ come un’assicurazione, ma non c’è il desiderio di utilizzarla”, ha detto il direttore esecutivo di ACAV Ricardo Gouvea. Secondo lo stesso, che spiega che la schiuma utilizzata non è tossica o nociva per l’uomo, non vi sarebbe sofferenza per gli animali alla morte: le particelle che la compongono entrano nel sistema respiratorio dell’animale e lo soffocano. La schiuma, che è poi densa di disinfettanti, resta per tre giorni nel luogo che è il focolaio dell’infezione per far sì che agisca sterilizzando l’ambiente.

I RISCHI DELLE EPIDEMIE

A giustificare l’utilizzo di questa schiuma, in grado di contenere in pochissimo tempo un’epidemia, ci sarebbe il fatto che, impedendo ai virus di circolare e di infestare in breve tempo altre zone, si salverà la vita a moltissimi altri animali. E viene ricordato come, in caso di influenza aviaria, tutti gli uccelli nell’arco di miglia e miglia dovrebbero essere soppressi  Resta, tuttavia, la perplessità su quanto gli uomini siano in grado di beneficiare dalla morte di massa di animali e su quanto queste tecniche di sterminio si allontanino dall’immagine che molti di noi hanno del pollo che razzola felice in un prato prima di finire sulle nostre tavole.

I MORTI CHE NON SI VEDONO

Ogni anno sono 700 milioni gli uccelli che vengono uccisi in Brasile per l’industria del pollame. E la maggior parte dei polli allevati e macellati in Brasile sono destinati all’esportazione. Ricordatevelo quando andate al supermercato a comprare del pollo.

[I dati forniti sono stati pubblicati dal quotidiano Brasil Economico]