La rabbia è una malattia a esito letale che colpisce il sistema nervoso centrale dei mammiferi, incluso l’uomo.
La rabbia silvestre è una malattia infettiva acuta causata da un virus (lyssavirus) che colpisce il sistema nervoso e, se non tempestivamente trattata, ha esito letale.

CHI PUO’ COLPIRE LA RABBIA
La rabbia colpisce solo i mammiferi:
• selvatici (soprattutto volpi e tassi, faine, erbivori selvatici)
• domestici (cani, gatti, furetti, bovini, equini e ovicaprini).
La rabbia è una zoonosi, cioè una malattia che dall’animale infetto può essere trasmessa anche all’uomo.

COME SI TRASMETTE LA RABBIA
Il virus è presente nella saliva dell’animale malato e può essere trasmesso a tutti gli altri mammiferi – incluso l’uomo – attraverso un morso, un graffio, o il semplice contatto della saliva con le mucose o la cute non integra. Se ciò avviene, bisogna intervenire il più rapidamente possibile per evitare il contagio e, quindi, l’insorgenza della malattia. Non esiste, infatti, una cura per la rabbia.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA RABBIA
Un animale affetto da rabbia presenta un evidente cambiamento del comportamento: gli animali selvatici perdono la naturale diffidenza nei confronti dell’uomo; animali di norma mansueti manifestano fenomeni di aggressività. Gli animali colpiti da malattia possono presentare anche altri sintomi, quali per esempio difficoltà nella deambulazione e paralisi progressiva sino alla morte.

LA RABBIA E’ PRESENTE IN ITALIA?
Sì. La rabbia, dopo anni, è ricomparsa nel nostro Paese (nel nordest) a seguito dell’evolversi dell’epidemia nei vicini
paesi dell’est.
Da ottobre 2008 la rabbia è ricomparsa nella Regione Friuli Venezia Giulia (province di Udine, Pordenone e Trieste) e da ottobre 2009 anche nella Regione Veneto (provincia di Belluno) e nella Provincia Autonoma di Trento.
Istituzioni e autorità sanitarie sono impegnate su più fronti (sor- veglianza, monitoraggio, vaccinazioni obbligatorie per gli animali domestici e vaccinazione orale per gli animali selvatici) per conte- nere il contagio e per prevenire la diffusione della rabbia nel resto del Paese.

ESISTE UNA CURA PER LA RABBIA?
Sia per l’uomo che per gli animali non esiste una cura per la rabbia. L’unica regola per evitare di contrarre la malattia è la prevenzione. Per l’uomo la prevenzione si basa sulla vaccinazione pre-esposizione e sul trattamento antirabbico post-esposizione da iniziarsi al più presto dopo il presunto contagio, per esempio in caso di morso da parte di un animale sospetto. La vaccinazione pre-esposizione si applica a chi svolge attività professionali “a rischio specifico” (veterinari, guardie forestali, guardie venatorie, ecc.).
Per gli animali domestici, la vaccinazione preventiva è in genere facoltativa, mentre è assolutamente obbligatoria nei comuni a rischio di rabbia silvestre, cioè nei casi in cui la malattia è circolante nella popolazione animale selvatica (volpi).