Con il termine qualità della vita urbana si intende l’atteggiamento socialmente condizionato  di soddisfazione-insoddisfazione che gli abitanti di una città traggono dalla organizzazione esterna e dai rapporti interpersonali all’interno della dinamica dei processi cognitivi, emotivi e simbolici.
Questo concetto in Italia nasce all’interno degli di sociologia urbana a partire dagli anni ottanta ma la nascita della sociologia è antecedente.

GLI STUDI SULLA QUALITA’ DELLA VITA URBANA

Nel primo dopoguerra la sociologia italiana è interessata soprattutto agli studi sul mondo agricolo, le categorie di analisi, problematiche e temi propri di un tipo di analisi rurale vengono riprese negli studi di aggregazione di piccola e media dimensione.
A partire dai primi anni sessanta lo sviluppo demografico, i fenomeni migratori, la tendenza alla polarizzazione della popolazione nei grandi centri urbani, la nascita delle periferie, costituiscono i temi dominanti dell’analisi sociologica. La città inizia a diventare centro di interesse per gli studiosi. In particolare gli studi si concentrarono su:

  • Ricerca ed individuazione delle cause dell’esodo campagna-città
  • Creazione di strumenti per l’analisi delle conseguenze di questo fenomeno migratorio.

A partire dagli anni settanta però, le industrie iniziarono a spostarsi dalle città che si trasformarono da grandi poli industriali a capitali del terziario. È proprio in questo periodo che iniziano ad emergere i principali problemi legati alle città e ad alcuni quartieri. L’attenzione si concentrò sui livelli di inquinamento, sulla crisi dei valori, sulla presenza e lo sviluppo di comportamenti di marginalità, devianti o criminosi e verso i tutti quei processi che evidenziarono un aumento delle condizioni di povertà, di deterioramento o stagnazione di determinati quartieri.

Oggi possiamo evidenziare come la sociologia urbana in Italia sia legata alle trasformazioni che hanno via via interessato la città italiana e si sia confrontata gradualmente con il problema della misurazione di variabili tipiche del rapporto tra uomo, comunità ed ambiente urbano ossia con la qualità della vita.
Secondo Guidicini la qualità della vita urbana deriva da processi  di sradicamento e ri-radicamento dell’uomo nello spazio che sorgono come mutamenti strutturali  e culturali in seguito alla cosiddetta “crisi dell’ideologia delle città”.

Sempre secondo Guidicini nello studio della vita urbana bisogna rivolgere particolare attenzione a sei fattori:
La specificità del contesto territoriale esaminato rispetto all’unità organizzativa superiore;

  • L’articolazione dello spazio;
  • La dimensione dell’ambiente;
  • La specificità del carattere preso in esame rispetto al fenomeno complessivo;
  • Il livello di astrazione e la capacità di generalizzazione;
  • Le condizioni di riproducibilità di un fenomeno.

Lo studioso sostiene l’importanza dell’uso degli indicatori come strumento per fare emergere unità di analisi territoriale omogenee, nelle quali si isolano i caratteri che sussistono ogni qualvolta si presenta un dato fenomeno osservato, insieme a quelli che variano al variare del fenomeno spesso.

By Sonia