Insomma, ci siamo. Ogni anno in prossimità della Pasqua vediamo diramare i bollettini di morte che snocciolano le cifre della mattanza di agnelli e capretti che vengono sacrificati in nome di una festa il cui significato resta un mistero anche per chi ci crede davvero. Senza entrare nel merito di questioni di fede e di tradizioni più o meno barbare che oggi hanno perso il loro perché, non vi darò né descrizioni truculente sulla mattanza degli agnelli né immagini per impietosire la vostra coscienza.

Vi dirò, invece come sarà la mia Pasqua, un modo semplice per dare un significato importante a una festa che racchiude in sé il simbolo di una rinascita.

Tanto per cominciare, la mia famiglia è lontana, ma passerò la domenica con alcune delle mie migliori amiche e la mia coinquilina. Insieme prepareremo un pranzo vegetariano. Il menù? Non ancora tutto è definito, ma sulla nostra tavola ci sarà sicuramente un aperitivo a base di stuzzichini di riso e teriaki, arachidi incappottate di alghe, sfogliette di cereali e semi croccanti da abbinare a insalata di patate, verdure e germogli di soia in maionese (vegana), patatine di barbabietola, daikon e radici, linguine di farina di patate e soba saltate con noci d’acqua, verdure fresche e alghe hijiki. E poi tofu al curry e lenticchie rosse, e a concludere il nostro uovo di cioccolata, rigorosamente Fair Trade e senza zuccheri.

Niente messa, siamo tutte atee. Ma alla chiesa ci andremo lo stesso, e non per farci vedere dai vicini col vestito delle buone occasioni. Dopo pranzo, in tenuta da picnic, andremo alla cattedrale di St. Paul a bivaccare insieme al popolo degli Occupy London. Ci sarà chi andrà a piantare degli alberi nei parchi o nelle aiuole incolte delle città, altri a giocare con gli animali in un canile.

Alcuni la definirebbero una Pasqua alternativa (ma alternativa a che cosa?). Per me è una Pasqua che ha un significato, all’insegna dei diritti degli animali e dei diritti civili, che vanno di pari passo. Una Pasqua che forse non sarà Santa, ma che avrà contribuito a rendere il mondo un po’ meno brutto e barbaro.

Basta poco per riscoprire il senso della Pasqua. Non c’è bisogno della religione per comportarsi con spirito umano. Non c’è bisogno di appellarsi ad un cadavere in croce come scusa per metterne uno nel piatto.

Buona Pasqua a tutti!