Convertire la luce solare in biocarburante: questo potrebbe essere possibile grazie allo studio portato avanti da un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School, coordinato dal professor Joseph P. Torella, e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Il meccanismo avverrebbe grazie a delle foglie bioniche che riescono a produrre del combustibile liquido attraverso un complesso processo catalizzatore che va a simulare la fotosintesi servendosi dell’azione di un batterio – conosciuto con il nome di Ralstonia eutropha - anche questo geneticamente modificato.

Questo perché il dispositivo non è altro che una cella fotovoltaica che, per ottenere ossigeno e idrogeno, va ad utilizzare la luce del sole e poi dividere l’acqua in due. Dopodiché il batterio ingegnerizzato, il Ralstonia eutropha, entra in azione per catturare l’idrogeno combinandolo con l’anidride carbonica e trasformare il prodotto in carburante liquido, ovvero l’isopropanolo (2-propanolo): questo non sarebbe altro che un combustibile a base di alcol e che in genere viene impiegato nei carburanti come sorta di additivo.

Al momento l’efficienza energetica che apporterebbe questo meccanismo sembrerebbe pari all’1% – proprio come avviene nel processo di fotosintesi -, ma ovviamente i ricercatori porteranno avanti le ricerche per alzare questa percentuale fino al 5%. Se le ricerche daranno altrettanti risultati positivi, questa foglia potrebbe presto essere espansa per altri utilizzi: non solo per produrre combustibili, ma anche prodotti farmaceutici e, ancora più fondamentale, il tutto sarà a costi contenuti.

Questo è un prototipo che dimostra come si possa raccogliere l’energia solare e conservarla sotto forma di combustibile liquido” commenta uno degli autori dello studio, la professoressa Pamela Silver, continuando “È stata la formidabile scoperta di Daniel Nocera  – senior author, che lavora su questa tecnologia dal 2011 – del catalizzatore a dare il via a tutto quanto, a ci siamo presi la missione di voler interfacciare qualche specie di organismi con la raccolta di energia solare. È stato un incontro perfetto”.