In occasione della Settimana Mondiale del Cervello (Brain Awareness Week) la Società Italiana di Neurologia pone l’accento sull’importanza della nutrizione come strumento per combattere le malattie neuro degenerati. “Nutrire il cervello. Dieta e malattie neurologiche” è dunque il tema dell’edizione 2015, in perfetta atmosfera “Expo”.

 “In ambito neurologico la prevenzione passa in primo luogo attraverso un corretto nutrimento del cervello, da intendersi tanto in senso stretto, come accorta e sana alimentazione, quanto in senso più ampio, come esercizio fisico e dell’allenamento intellettuale. Entrambe buone pratiche per prevenire l’invecchiamento cerebrale”, afferma il Prof. Aldo Quattrone, Presidente della SIN.

Messa spesso in relazione a patologie quali ipertensione, ipercolesterolemia, diabete e tumori, la dieta mediterranea pare infatti fungere da scudo anche per diverse malattie neurodegenerative. I primi studi a riguardo stanno infatti evidenziando l’effetto protettivo svolto da un’alimentazione ricca in acidi grassi polinsaturi e sostanze antiossidanti, il che significa che il consumo di pesce, frutta secca, olio di oliva, semi oleaginosi, verdura e ortaggi potrebbe rivelarsi un’arma efficace nel mantenere in salute il nostro cervello. Gli esperti mettono in guardia invece verso carne, formaggi, dolci, farine raffinate, sale e alcol.

Seguendo una dieta di stampo mediterraneo, unitamente ad un po’ di sana attività fisica “si previene lo sviluppo dell’ipertensione, del diabete e dell’obesità, tutti fattori che contribuiscono all’accumulo della proteina beta amiloide nei vasi cerebrali e nel tessuto nervoso: da qui il rischio più alto di contrarre la malattia di Alzheimer”, spiega Carlo Ferrarese, direttore scientifico del centro di neuroscienze dell’Università Bicocca di Milano.

Altrettanto valido sembra essere il contributo della dieta mediterranea nello scongiurare la Sclerosi multipla: “Uno dei meccanismi che causano la malattia è il danno ossidativo. Ecco perché chi segue una dieta ricca in frutta e in verdura protegge i neuroni dal danno” chiarisce Gianluigi Mancardi, direttore della seconda clinica neurologica del dipartimento di neuroscienze dell’Università di Genova. Di particolare importanza, in questo ambito, si rivela il ruolo svolto dalla vitamina D: meno se ne assume, più alta è la frequenza della malattia.