Ideata dai dottori Luca e Attilio Speciani, la dieta GIFT, dove G, I, F, T  stanno per Gradualità, Individualità, Flessibilità e Tono, rappresenta una precisa presa di posizione contro le diete ipocaloriche e l’idea, purtroppo difficile da sradicare, che per dimagrire si debba mangiare meno del proprio fabbisogno.

I fratelli Speciani, forti dell’evidente inefficacia delle diete a basso introito calorico e avvalendosi dei risultati delle ultime ricerche scientifiche, sostengono, invece, che per dimagrire bisogna mangiare meglio, stando anzi ben attenti a non affamare l’organismo.

Restringere drasticamente l’apporto calorico è il più potente segnale di accumulo che si possa dare all’ipotalamo, spiegano. Funziona fin che si resta a dieta, ma appena si sgarra l’ipotalamo, settato in modalità d’accumulo, fa riacquistare il peso perso, spesso con gli interessi.

In pratica la strategia dimagrante della GIFT punta a indurre il dimagrimento proprio a livello dell’ipotalamo e per far questo la prima condizione è che si consumi la giusta quantità di calorie. Solo in questo modo l’ipotalamo si setta sul consumo energetico e si evita il rischio di un rallentamento metabolico, soprattutto a carico di funzioni come quella immunitaria o riproduttiva (infertilità), o quella detossinante, deputata allo smaltimento delle tossine e delle scorie metaboliche. Per non parlare dei danni a reni e fegato, delle carenze nutritive, dei malassorbimenti indotti da regimi sbilanciati e dei disturbi dell’alimentazione.

Piuttosto che ridurre l’apporto di calorie, spiegano gli Speciani, è importante distribuirlo correttamente nel corso della giornata, facendo colazioni abbondanti (che attivano l’ipotalamo), pranzi equilibrati e cene leggere.

Oltre a questo la dieta è stata pensata tenendo conto delle numerose scoperte degli ultimi 20, 30 anni sugli equilibri biochimici e sulle tante molecole segnale individuate a livello gastro-intestinale (enterochine) e del tessuto adiposo (adipochine). Si tratta di ormoni implicati nella regolazione ipotalamica del peso e delle funzioni metaboliche, la cui produzione può essere influenzata positivamente da alimentazione, stile di vita (attività fisica) e integratori, in modo da ristabilire il giusto equilibrio e attivare un dimagrimento fisiologico.

Regolare il peso a livello dell’ipotalamo, spiega Luca Speciani «È un po’ come regolare la vite di un marchingegno per trovare un punto di equilibrio più alto o più basso, ma stabile. Una dieta ipocalorica, invece, tira il marchingegno forzandolo. Se anche non si spezza, torna ben presto nella posizione originaria, come una molla tirata e poi rilasciata».

In pratica, partendo dagli studi sulla leptina (ormone prodotto dalle cellule adipose che, attraverso l’ipotalamo, agisce sulla tiroide, sulla maggiore o minore produzione di tessuto muscolare,  sul senso di sazietà oltre che su surreni e gonadi) e sulle altre adipochine e enterochine, i due specialisti hanno cercato di capire come influenzarli verso il dimagrimento, cercando di «imparare il linguaggio dell’ipotalamo per poter interagire con lui , inducendo risposte mirate».

Ne sono uscite dieci regole fondamentali che puntano su un’alimentazione sana ed equilibrata, che modera il consumo di latticini e cereali, soprattutto di quelli raffinati, a favore di frutta, verdura, semi, carne, pesce, uova, legumi.

Particolare attenzione viene posta sull’indice glicemico, sulla risposta insulinica e sulla limitazione di cibi raffinati e industrializzati (grassi idrogenati ed edulcoranti in testa). Oltre che sui cibi in grado di provocare infiammazione alimentare (Attilio Speciani è un immunologo) attraverso allergie e intolleranze.

Ultima, ma non per importanza, l’attività fisica che è un importante attivatore ipotalamico del dimagrimento.

Molte delle regole di questa dieta sono in realtà già presenti in altre: il controllo insulinico della zona, l’enfasi su frutta e verdura della Mediterranea, o l’importanza di consumare fibre che si trova persino nella famigerata Dukan con la sua crusca d’avena. La vera differenza è che in tutte le diete sopraccitate, e più o meno in tutti i regimi dimagranti esistenti, si prescrive un taglio calorico del 30-40 per cento del fabbisogno, mentre la Gift, al contrario, ne prescrive la completa copertura. Si tratta in pratica di uno dei rari esempi di diete di nuova generazione che puntano a combattere il sovrappeso e la tendenza a ingrassare curando le cause al posto dei sintomi.