Per stare bene bisogna seguire la dieta dell’orologio, che prevede il digiuno totale per 12 ore al giorno sempre alle stesse ore. Questo perché le popolazioni più longeve del pianeta, quelle che vivono nelle zone blu, hanno proprio questo aspetto in comune: una dieta equilibrata e molto metodica, dove l’orario da rispettare è la discriminante principale.
Adesso arriva la conferma anche da parte della scienza, secondo la quale mangiare sempre nello stesso arco di tempo, ad intervalli regolari tra un pasto e l’altro, regolarizza il metabolismo. E, di conseguenza, si evita l’accumulo di grasso e la possibilità di comparsa del diabete. L’ampio studio, condotto sui topi, ha visto risultati sorprendenti, pubblicati a dicembre sull’autorevole rivista Cell Metabolism (foto by InfoPhoto).

12 ore di digiuno

Gli Stati Uniti, si sa, sono molto sensibili a questi tempi, visto anche l’alto numero di obesi presenti in società causa di un’alimentazione poco sana e molto sedentaria. Ma anche in Italia il tema è molto discusso, visto che abbiamo il poco confortante record del maggior numero di persone con obesità infantile presente in Europa.
L’esperimento in questione ha dimostrato che, impedendo ai topi di mangiare a tutte le ore, questi hanno evitato di diventare obesi e, in senso lato, hanno mantenuto uno stato di salute buono senza problemi metabolici. L’importante, in sostanza, sarebbe rispettare l’orologio. E mangiare sempre alle stesse ore e con pasti scaglionati solo in 12 ore su 24: per le altre 12 si digiuna. Digiuno totale.

Un esperimento vincente

L’esperimento medico è stato portato avanti dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies di San Diego. I topi hanno sostenuto alimentazioni con quattro diverse diete: una ad alto contenuto di grassi; un’altra con alto tasso di fruttosio (zucchero meno diabetogeno); un’altra ancora con grassi e saccarosio (zucchero normale); e l’ultima con normali crocchette per topi. Alcuni di loro hanno mangiato continuamente e in modo libero, ogni volta che ne sentivano la necessità. Per altri, invece, la dieta è stata più ferrea: cibo solo ogni nove, 12 o 15 ore. L’apporto calorico era lo stesso per tutti. Un test durato 38 settimane, che ha sancito come, chi mangiava a tutte le ore, sia risultato generalmente obeso e metabolicamente malato. Gli altri che invece mangiavano ad intervalli regolari sono rimasti sani e agili.

Mangiare e prevenire

Satchidananda Panda, uno dei ricercatori del Salk che ha curato lo studio, ha detto: “Mangiare in un intervallo di tempo limitato non solo ha agito sulla prevenzione, ma ha anche fatto perdere peso a persone che già avevano qualche chilo di troppo – le sue parole – gli orari dei pasti hanno maggior effetto sul ritmo circadiano dei cicli di luce e buio”.