Dopo le abbuffate delle feste natalizie, mettersi a dieta è un ‘classico’ fra i buoni propositi per l’anno nuovo. Ma sembra che il richiamo di verdure, acqua e menù ipocalorici non sia una novità moderna. Già nell’Ottocento Lord Byron fu una delle prime icone della dieta, e con il suo fascino avrebbe contribuito all’ossessione crescente della popolazione per i segreti delle celebrità impegnate nella battaglia per perdere peso. Almeno secondo uno studio della storica britannica Louise Foxcroft, autrice del libro ‘Calories & Corsets‘.

CALORIES & CORSETS
Secondo la scrittrice la passione delle celebrity per la dieta, dopo il fascino per le forme in carne tipico dei secoli precedenti, risale al 1800. Forse perché lo stesso Byron, ‘pazzo, cattivo e pericoloso da conoscere’, nonché incarnazione del poeta etereo, in realtà aveva una “propensione morbosa a ingrassare”, riferisce l’esperta alla Bbc on line. E dunque, proprio come una starlette dei giorni nostri, ha lavorato sodo per mantenere la sua linea invidiabile. Già ai tempi dell’Università di Cambridge, il suo orrore all’idea di mettere su peso lo portò a seguire una dieta rigorosa. Non solo: indossava anche vari strati di lana per sudare e si pesava ossessivamente. Ogni tanto si concedeva mangiate pantagrueliche, concluse da dosi extra di magnesia.

LA DIETA DI LORD BYRON
Nel 1806 Byron pesava 88 kg, ma dal 1811 perse qualcosa come 32 kg, come risulta dalle registrazioni di Berry Bros & Rudd, mercanti di vino di St James’s, a Londra. Qui eleganti uomini di mondo si pesavano su bilance pensili, prima della diffusione delle bilance domestiche nel 20esimo secolo. Così scopriamo che anche il celebre dandy Beau Brummell fu contagiato dalla mania per la magrezza: si pesò più di 40 volte tra il 1815 e il 1822. E scese da 81 a 69 kg.
Tornando a Byron, nel suo soggiorno a Villa Diodati, sul lago di Ginevra (nel 1816), il poeta viveva con una fetta sottile di pane e una tazza di tè per colazione, e una cena leggera a base di verdure. In serata si concedeva una tazza di tè verde, di certo senza latte o zucchero.Per spegnere i morsi della fame, fumava sigari. Dal 1822, si era affamato tanto da star male. Ma non demordeva, pur annotando che la dieta ossessiva è “la causa di oltre la metà delle nostre malattie”. E già all’epoca i medici, preoccupati per l’influenza delle scelte di Byron, stigmatizzavano il binomio tra romanticismo e scarso appetito.

IL FASCINO DELLA DIETA
Il dottor George Beard, in particolare, sottolineava il pericolo del fascino per la dieta sulle giovanissime. Ma la moda dilago’ fra uomini e donne, come mostra il caso della bellissima Elisabeth von Wittelsbach, meglio nota come Sissi. L’imperatrice consorte di Francesco Giuseppe seguiva una dieta stretta e si sottoponeva a un regime di esercizi mirati a conservare la sua linea invidiabile, finita sotto i riflettori dei giornali dell’epoca. Più alta del marito di parecchi centimetri, pesava appena 48 kg e il suo girovita, controllato quotidianamente dal suo parrucchiere, doveva misurare appena 49,5 centimetri, o lei non avrebbe mangiato, assicura la storica.