Il nome minestra deriva dal latino ministrare,  amministrare, che si riferisce al fatto che, a tavola, essa veniva  distribuita (ministrata) dalla persona che gestiva la casa.

La minestra è un piatto diffuso in molti paesi, ma soprattutto in quelli mediterranei dove, come la zuppa, è stata a lungo il principale e a volte unico cibo delle classi più umili.

LA MINESTRA COME SISTEMA DI RICICLO CASALINGO

Inizialmente, si buttavano in pentola le verdure in esubero provenienti dall’orto di casa i legumi messi a essiccare al sole, le frattaglie e i pesci meno pregiati, che servivano a preparare il brodo per cuocere la pasta. Si trattava, con ogni probabilità, di pasta fresca, impastata e tagliata a mano.

LA MINESTRA COME PIATTO LEGATO AL TERRITORIO

Con il passare degli anni e migliorare delle condizioni di vita, la gamma degli ingredienti si e ampliata permettendo di creare, in ogni regione e paese, ricette deliziose legate al territorio. A partire dalla patata ed al pomodoro, le influenze etniche, dovute all’apertura dei mercati del nuovo mondo, hanno arricchito le zuppe di odori e sapori prima inusuali. Alle erbe aromatiche si sono affiancati i profumi pungenti di curry, curcuma, zenzero, tabasco e tante altre spezie, creando contrasti ed equilibri del tutto particolari.

LA MINESTRA OGGI

Se un tempo fare una zuppa significava mettere in una pentola quello che c’era in dispensa, oggi diventa un gioco di fantasia, un esercizio di arte culinaria: non esistono più limiti di stagionalità e provenienza degli alimenti e il mercato offre tutti i giorni un assortimento infinito di ingredienti per creare nuove combinazioni.

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