Il sonno è un momento fondamentale per la corretta gestione delle attività quotidiane, ma, con i ritmi di vita molto frenetici e gli impegni che continuano ad aumentare giorno per giorno, spesso si tende a dormire di meno per strappare qualche ora in più di veglia.

Questa scarsa importanza data al sonno e al riposo sembra essere la causa di un nuovo malessere, il jet-lag sociale.

Secondo gli esperti dell’Aims (Associazione italiana di medicina del sonno), che si riuniranno nei prossimi giorni a Parma,

E’ necessario ritrovare la centralità del sonno come garante della salute e rivedere nel suo complesso anche la medicina ufficiale. Pur non sapendo ancora a cosa serva il sonno sappiamo che sottrarre ore al riposo non solo peggiora la qualità della vita, ma aumenta anche il rischio di patologie cardiovascolari e dismetaboliche, come ipertensione, diabete, infarto miocardico, ictus cerebrale.

La mancanza di sonno quindi come un vero rischio per la salute dell’organismo, ma non solo. Perché nella società moderna, l’uomo ha iniziato a considerare in modo diverso la veglia e il sonno, accusando quest’ultimo di rubare del tempo prezioso alla veglia, che è considerata l’unico momento che vale la pena di vivere. Secondo Liborio Parrino, responsabile del Centro del sonno dell’Ospedale Maggiore di Parma:

L’uomo moderno pretende di sfidare le regole di sopravvivenza, accusando il sonno di rubare risorse e opportunità alla veglia, considerata l’unico significato dell’esistenza. Una deriva comportamentale che ritarda l’orario di addormentamento e accorcia le ore dedicate al sonno.

Eppure da sempre la storia naturale dell’uomo ha considerato il sonno una necessità indiscussa, un bene non negoziabile