Tra le cause principali della gotta – malattia caratterizzata da acuti episodi di artrite – vi è l’iperuricemia. Quest’ultima è scatenata da un’elevata presenza di concentrazione plasmatica di acido urico all’interno del sangue e delle urine, concentrazione che supera quelli che dovrebbero essere i normali valori di riferimento di base (nel sangue: tra 2,2 e 7,1 md/dl per la donna, tra 3,2 e 8,1 mg/dl per l’uomo. Nelle urine: compresi tra 250 e 750 mg sia per la donna che per l’uomo).

La gotta può essere dunque scatenata dal deposito di cristalli di urato all’interno e intorno alle articolazioni e ai tendini: la produzione dei cristalli di urato, sostanze di scarsa solubilità, è favorita in particolar modo da un’alimentazione a base di carne perché vengono prodotti durante la trasformazione dei cibi che ne contengono.

Il classico attacco di gotta è quindi dovuto alla reazione infiammatoria prodotta dall’accumulo dei depositi di acido urico: man mano che i cristalli si accrescono, si formano i comuni tofi gottosi, che diventano i responsabili dell’erosione articolare e della inabilità pressoché permanente. Nel tratto urinario, invece, l’acido urico vendendo a contatto con l’acidità dell’urina, può andare a formare i comuni calcoli.

Le cause patologiche

L’aumento dell’acido urico nel sangue o nelle urine può essere determinato da fattori patologici e non patologici. Per quanto riguarda i primi, l’iperuricemia che poi può andare a scatenare la gotta può essere dovuta a malattie quali leucemie e linfomi – che causano la sindrome da lisi tumorale -; da deficit di enzimi del metabolismo del glicogeno (glicogenosi di tipo I, presente soprattutto nei bambini); dalla psoriasi; dall’emolisi, che in sintesi è la rottura dei globuli rossi nel sangue; dalla policitemia, ossia una malattia che causa invece un’eccessiva produzione di globuli rossi.

A causare l’iperuricemia possono essere anche altre patologie come il diabete, che spesso comporta acidosi metabolica mentre per quanto riguarda il diabete di tipo 2, uno dei sintomi precoci per riconoscerlo è proprio la presenza dell’iperuricemia o infine l’insufficienza renale, in particolar modo quella di tipo cronica.

Le cause non patologiche

Le cause non patologiche, ossia quelle non dovute a malattie, sono classificabili essenzialmente come cause dovute all’alimentazione oppure cause dovute a cure farmacologiche cui ci si è sottoposti. Fanno parte del primo tipo cause come l’abuso di alcool e un regime alimentare sbagliato (fatto soprattutto di un eccessivo consumo di carne o di alimenti a base di carne) mentre per quanto riguarda le seconde, i farmaci che possono portare l’iperuricemia sono sostanzialmente i diuretici, le ciclosporine e la levodopa.

Conseguenze

L’eccesso di acido urico nel nostro organismo, a lungo andare, può comportare tutta una serie di gravi rischi per la salute. Prima fra tutte, l’insorgenza della gotta, patologia infiammatoria di cui abbiamo già trattato all’inizio dell’articolo. Ma non solo la gotta: altre patologie che si possono scatenare sono malattie ai reni, diabete, malattie cardiovascolari (anche se per ciò che riguarda queste due ultime patologie, il nesso con l’accumulo di acido urico non è ancora stato del tutto dimostrato).

Cure farmacologiche

Per ciò che concerne la cura farmacologica, questa viene prescritta solo qualora sorgano delle patologie. I farmaci mirano all’abbassamento dei livelli di acido urico nel sangue o nelle urine, alleviano eventuali infiammazioni e fanno avvertire minor dolore – soprattutto in caso di gotta. Tra i farmaci più utilizzati (con la raccomandazione che questi possono essere prescritti solo da un medico, dopo accurata diagnosi) vi sono: paracetamolo, allopurinolo e antinfiammatori non steroidei.

Alimentazione

Per evitare l’iperuricemia e la gotta è buona regola osservare un sano regime alimentare ed eliminare alcuni cibi in particolare: quelli che contengono purine (frattaglie, estratti di carne, sgombri, crostacei, cozze, vongole) e gli alcolici. Gli alimenti da limitare, in quanto contengono un livello medio di purine, sono: carni bianche, trota e nasello, spigola. Da limitare anche mandorle, lenticchie, piselli, peperoni. I cibi da prediligere sono invece tutti quelli che hanno un basso apporto di purine e dunque: latte e derivati, uova, riso, pasta, insalata e frutta.

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