L’ipertensione arteriosa rappresenta una di quelle patologie correlate all’aumento dell’età e al processo fisiologico di invecchiamento delle arterie, perché questi vasi diventano sempre più rigidi e meno adatti ad accogliere alti volumi di sangue. Gli uomini dopo i 55 anni e le donne dopo i 65 anni sono più a rischio di sviluppare l’ipertensione.

IL RAPPORTO TRA IPERTENSIONE E MENOPAUSA

Nelle donne si osserva un innalzamento significativo della pressione arteriosa dopo i 50 anni, tanto che in questa età l’ipertensione risulta essere più frequente nel sesso femminile rispetto al sesso maschile. Ciò è attribuibile verosimilmente alle variazioni ormonali caratteristiche della menopausa, anche se il meccanismo non è stato ancora chiarito.

Esiste una cura che è possibile fare prima della menopausa per evitare i disagi? Sicuramente sono importanti le correzioni dello stile di vita, che agiscono su quei fattori “modificabili” che determinano l’ipertensione. Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi a livello mondiale con l’intento di verificare se una terapia ormonale a base di estroprogestinici in menopausa potesse proteggere dalle malattie cardiovascolari, ma i risultati sono ancora incerti e contraddittori: in un primo breve periodo (2-3 anni) esiste una riduzione del rischio, ma negli anni successivi si registra un incremento notevolissimo di tali patologie.

I DANNI DELL’IPERTENSIONE

Se la pressione arteriosa permane a livelli elevati per lungo tempo può causare danni gravi e irreversibili a molti organi, tra cui il cuore (infarto, scompenso), il cervello (ischemia, ictus, demenza), la retina (cecità), il rene (insufficienza renale), i vasi sanguigni (aterosclerosi, aneurismi). Tutte le malattie cardiovascolarihanno tra i fattori di rischio principali proprio l’ipertensione.