L’iperico, il cui nome scientifico è Hypericum perforatum, è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Hypericaceae originaria dell’Europa ma ad oggi diffusa anche in molti altri continenti.

In genere questa è nota anche come erba di San Giovanni in quanto il suo periodo di fioritura massima lo raggiunge il 24 giugno, e si presenta come una pianta con un rizoma corto e un fusto eretto con un’altezza che può variare tra i 60 e 100 centimetri: le sue foglie possono essere ovali o oblunghe mentre i fiori, che la caratterizzano, sono di un colore giallo intenso.

Noto per la sua azione cicatrizzante e antiscottatura l’iperico cresce nelle zone soleggiate e nei campi incolti: per realizzare il suo oleolito vengono utilizzate particolarmente le sue sommità fiorite e in seguito le foglie, in minor misura.

Iperico: proprietà e benefici

L’olio di iperico è un oleolito ricco di carotene e flavonoidi tra cui ipericina – che aiuta a contrastare l’insonnia aumentando la secrezione notturna di melanina e serotonina -, quercetina, rutina e iperoside.

Di esso, come già spiegato, sono note le sue potenti azioni cicatrizzanti e calmanti in caso di ustioni, scottature ed eritemi solari, ma anche ferite, piaghe da decubito, smagliature, cicatrici, macchie della pelle e segni provocati dall’acne.

L’iperico è inoltre noto per essere uno dei prodotti più efficaci per contrastare l’invecchiamento cutaneo: questo, infatti, è uno dei più potenti oli anti-invecchiamento in grado di stimolare la rigenerazione cellulare. L’infuso della pianta viene utilizzato anche per trattare le infiammazioni che attaccano i bronchi risultando efficace anche in casi di tosse e cistite grazie alle sue proprietà antibatteriche, anticatarrali, balsamiche e antiflogistiche.

Iperico: le controindicazioni della pianta

Nonostante l’iperico sia stato dimostrato come un vegetale sicuro, questo tuttavia risulta altamente fotosensibile: il suo olio, infatti, andrebbe applicato dopo l’esposizione ai raggi solari, come la sera nel caso in cui la scottatura è stata presa al mare. Questo inoltre andrebbe anche a ridurre l’azione dei contraccettivi orali andando, al contrario, ad accentuare quella degli antidepressivi di sintesi. È sconsigliato il suo utilizzo anche durante il periodo di gravidanza e di allattamento: per questo motivo, onde evitare spiacevoli effetti, prima di utilizzare dell’olio di iperico è consigliato consultare un parere medico.

Iperico: come preparare il classico oleolito

Secondo le ricette più antiche l’olio di iperico viene preparato raccogliendo a mano i fiori nei terreni incontaminati dal traffico e dall’inquinamento: la pianta infatti cresce incontaminata ai margini delle strade ma anche nei campi e nelle radure dino a 1600 metri d’altitudine e appena prelevati a loro volta andranno immersi immediatamente in un vasetto di vetro e ricoperti di olio d’oliva o di semi di girasole. Una volta chiuso in maniera emetica andrà lasciato macerare per almeno un mese circa.

A qualche giorno di distanza l’olio inizierà ad assumere un’intensa colorazione rosso rubino, classica dell’iperico: è essenziale, per far si che i principi attivi vengano estratti al meglio, girare di tanto in tanto il barattolo senza però mai aprirlo. Una volta passato il tempo giusto l’olio andrà filtrato con un panno e travasato in un recipiente di vetro scuro.