Per la prima volta nella storia della chirurgia un robot è stato impiegato per un intervento agli occhi. La tecnologia è stata brevettata dalla società olandese Preceyes BV fondata dall’Università di Eindhoven. Finora i robot erano stati impiegati soltanto per interventi chirurgici su larga scala, come le operazioni all’addome. Fino a oggi non esistevano apparecchiature in grado di eseguire operazioni con una precisione tridimensionale, come quella richiesta per operare all’interno dell’occhio umano.

Negli ultimi 18 mesi gli ingegneri della Preceyes hanno lavorato fianco a fianco con i ricercatori del laboratori di oftalmologia dell’università di Oxford per effettuare il primo intervento di questo tipo.  A dirigere il robot tramite un joystick e un touchscreen è stato il professor Robert MacLaren, affiancato dal dottor Thomas Edwards. Il chirurgo ha manovrato da remoto il robot affinché rimuovesse una membrana spessa un centesimo di un millimetro dalla retina alla parte posteriore dell’occhio destro. Questa membrana causava una visione distorta al paziente e andava rimossa senza danneggiare la rete.

Il chirurgo si è detto certo che in futuro la chirurgia oculare utilizzerà sempre più spesso i robot per ridurre al minimo gli errori e operare più velocemente:

Le attuali tecnologie che usano gli scanner laser e i microscopi ci consentono di monitorare le malattie della retina a livello microscopico, ma i difetti che vediamo spesso sono inoperabili perché vanno oltre i limiti fisiologici delle mani di un chirurgo.

Il robot è progettato per operare attraverso un singolo foro con un diametro ampio meno di un millimetro. Lo strumento mantiene la posizione durante l’intervento anche quando l’occhio ruota e a differenza delle mani di un chirurgo non trema.

Il paziente operato dal robot presso l’Oxford Eye Hospital è un prete di 70 anni di nome William Beaver. L’uomo dopo la visita di controllo seguita all’intervento ha commentato:

Sto recuperando la vista. Sono felice che l’intervento sia andato così bene e mi sento onorato di aver preso parte a questo progetto di ricerca pioneristico.

Secondo il professor MacLaren la nuova tecnologia aprirà a trattamenti all’avanguardia per la cecità, come la terapia genica e le cellule staminali, che devono essere inserite sotto la retina con un alto livello di precisione.

Dopo il primo intervento il robot Preceyes verrà utilizzato per effettuare altre 11 operazioni. Il livello di complessità degli interventi andrà a incrementare per testare le piene potenzialità del dispositivo. La seconda fase della sperimentazione prevede l’installazione di un ago sottile sotto la retina per l’iniezione di un fluido. Il robot consentirà di applicare le terapie locali per la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare senile, le principali cause di cecità.