Tra gli esami raccomandati durante la gravidanza vi è la curva glicemica, test che permette di valutare le possibilità di sviluppare diabete gestazionale. Questo è infatti considerato tra le più frequenti complicanze della gravidanza (colpisce circa il 7% delle donne incinta), esponendo al rischio di preeclampsia, complicazioni durante il parto e difficoltà respiratorie a carico del nascituro. Se precocemente diagnosticato e tenuto sotto controllo tramite una dieta specifica, il diabete gestazionale tende invece a scomparire dopo il parto e non costituisce un pericolo né per la madre né per il bebè.

Il test di tolleranza al glucosio (OGTT o curva glicemica) è dunque un esame che mira a verificare che l’organismo smaltisca gli zuccheri in maniera corretta. Viene solitamente effettuato tra la 26° e la 28° settimana di gestazione e non richiede nessuna preparazione specifica, se non il digiuno preventivo di 8 ore. Con un primo prelievo di sangue si misurano i valori della glicemia in condizioni di digiuno (glicemia basale); dopo di che viene somministrata una soluzione dolce composta da acqua e 75 grammi di glucosio e si ripete il prelievo a intervalli di tempo regolari.

I valori del primo test, ovvero quelli che indicano la glicemia basale, dovrebbero attestarsi tra i 70 e 105 mg/dl.  A distanza di 60 minuti la glicemia deve essere inferiore a 180 mg/dl, mentre dopo 120 minuti il valore dovrebbe essere sceso sotto i 153 mg/dl.

La glicemia basale indica la presenza di diabete manifesto se il valore a digiuno supera i 125 mg/dl. Si considerano invece ad alto rischio di sviluppare diabete gestazionale quelle donne i cui valori di glicemia a digiuno a sono compresi tra i 100 e 125 mg/dl.

Nel caso il test riveli dunque la presenza di diabete gestazionale in corso, l’autocontrollo della glicemia diviene una pratica di fondamentale importanza, in quanto permette di gestire il diabete, riducendo al minimo i rischi ad esso correlati. Frequenti misurazioni dei valori della glicemia attraverso appositi pungitori consentono infatti di mantenere  stabili i livelli di glucosio nel sangue. Questi i valori di riferimento considerati nella norma:

  • prima dei pasti: 65-90 mg/dl
  • 1 h dopo i pasti: non oltre 140 mg/dl
  • 2 h dopo i pasti: non oltre 120 mg/dl

Se la glicemia è invece inferiore a 60-70 mg/dl si parla di ipoglicemia ed occorrerà in questo caso bere o mangiare qualcosa di dolce per riportare i livelli alla normalità (bene una zolletta di zucchero o mezza tazza di succo d’arancia), così da evitare la comparsa di sintomi quali tachicardia, sudorazione, debolezza e formicolii.