Cos’è che regola l’intelligenza degli esseri viventi? Un algoritmo, solo e semplicemente un algoritmo. Almeno secondo la ricerca condotta da Joe Tsien del Medical College of Georgia, un Università di Augusta, Stati Uniti. Insomma, a stabilire che grado e tipo di intelligenza possa avere un essere vivente sarebbe proprio un algoritmo, assai simile a quelli che regolano i sistemi informatici (se ne sente parlare spesso a proposito di Facebook, Instagram e così via).

In realtà lo studio di Joe Tsien fa parte di un progetto assai più ampio, chiamato Brain Decoding Project, che si sta ponendo come obbiettivo quello di mappare l’attività del cervello, in modo tale da scoprirne meglio il funzionamento. Secondo Tsien e la sua ricerca, l’intelligenza sarebbe il frutto del modo in cui i neuroni sono in grado di interagire fra di essi. In base a tale meccanismo, sarebbe quindi possibile stabilire il modo in cui si assimilano nozioni e concetti, si generalizza oppure si traggono conclusioni. Sempre secondo Tsien, l’intelligenza sarebbe in grado di mettersi in moto a gruppi di neuroni simili fra di essi: all’interno di tale gruppo poi, ogni neurone svolgerebbe un ben determinato compito. Ma non è tutto perché per gestire tutte le possibilità che possono crearsi con la rilevazione di base, i gruppi di neuroni tenderebbero a formarne di più grandi, dando vita a quelli che vengono definiti come blocchi funzionali.

Lo studio di Tsien sembra aver trovato una base scientifica su cui poter lavorare, e gli esperimenti successivi su ratti e criceti, avrebbero contribuito a dare delle prove concrete sulle sue teorie. Il meccanismo che è alla base del suo studio sarebbe stato rilevato in diverse regioni del cervello e lo stesso dovrebbe essere presente anche in quello umano.

Ma quale sarebbe, in concreto, l’algoritmo di cui parla Tsien? n=2?-1, ossia l’algoritmo che stabilirebbe quanti gruppi di neuroni occorrono per formare un blocco funzionale. Attraverso tale algoritmo, e relativo calcolo, gli scienziati sarebbero stati in grado di prevedere il numero di gruppi di neuroni necessario per eseguire talune operazioni (come ad esempio riconoscere le varie opzioni in merito al cibo).