Chi soffre di insonnia o di disturbi legati al sonno sa quanto questi influiscano sulla vita quotidiana. Diventa difficile fare tutto ciò che si fa normalmente, manca la concentrazione, si diventa irritabili e nervosi.

Chi ha questo problema viene solitamente indirizzato all’utilizzo di farmaci ma che, come dimostra uno studio inglese, non sono molti efficaci.

La Mental Health Foundation ha fatto un grande sondaggio  - il Great British Sleep Survey - durante il quale sono state intervistate 20 mila persone che soffrono di disturbi del sonno.

Ad un intervistato su dieci è stato prescritto un sedativo, per un totale di 10 milioni all’anno, per risolvere i suoi problemi, ma è emerso che questi farmaci sono non hanno portato ad alcun tipo di beneficio nel 42% dei casi dei pazienti. I motivi di questa inefficacia possono essere rilevati in diversi fattori: si va da una assunzione non corretta fino all’assuefazione. Questa indagine ha portato quindi gli studiosi a lanciare un avvertimento a tutti coloro che soffrono di questo problema.

Se l’insonnia è un problema occasionale i farmaci possono essere un aiuto solo se non si arriva ad assumerli per più di due/quattro settimane continuative. Se l’insonnia, invece, è un problema cronico, i farmaci non hanno alcuna utilità, ma è più utile ricorrere a terapie alternative come una terapia cognitiva comportamentale. Solo in questo modo, infatti, è possibile riconoscere le vere cause e intervenire in modo efficiente.