L’ inseminazione artificiale è la più diffusa tecnica di procreazione medicalmente assistita. Questa consiste nell’introduzione degli spermatozoi nell’utero materno nel momento in cui la donna sta ovulando, al fine di aumentare le probabilità di concepimento. Al contrario di quanto avviene con la FIVET, la fecondazione si svolge in questo caso all’interno del corpo della donna (intracorporea).

Tale tecnica è consigliata nei casi in cui non è stato possibile risalire alle cause di sterilità della coppia, disfunzione erettile, ridotta vitalità spermatica, anovulazione, cicli irregolari e alterazioni anatomiche e/o funzionali del collo uterino.

A seconda della sede in cui il liquido seminale viene depositato, si parla di inseminazione intracervicale (ICI), intrauterina tuboperitoneale (IUTPI), intratubarica (ITI), o inseminazione intrauterina (IUI), che ad oggi risulta la più praticata, con una percentuale di successo che si attesta intorno al 15-20%.

Il processo è indolore e la paziente viene dimessa il giorno stesso dell’inseminazione. Al fine di aumentare le possibilità di successo, è tuttavia necessario stimolare preventivamente le ovaie con un trattamento ormonale della durata di circa 10 giorni, così da garantire la maturazione di almeno 1 o 2 follicoli.

Per individuare il momento esatto in cui effettuare l’inseminazione, si procede quindi con il monitoraggio ecografico dell’ovulazione. A questo punto il partner maschile dovrà fornire un campione di liquido seminale (1 o 2 ore prima dell’inseminazione stessa) che viene trattato in laboratorio così da ‘selezionare’ gli spermatozoi con una maggiore vitalità, eliminando invece quelli lenti, immobili o morti (trattamento detto ‘capacitazione’).

L’inseminazione vera e propria inizia quindi con l’inserimento degli spermatozoi selezionati in una speciale canula e giunge a compimento con la loro deposizione in utero per mezzo di una apposita sonda.

Per aumentare le probabilità di successo dell’ inseminazione artificiale, è possibile che venga prescritta alla donna l’assunzione di progesterone fino al momento del test di gravidanza.