La zona più inquinata d’Italia è la Pianura Padana, a dichiararlo diversi studi che stimano come ogni abitante perda in media da 2 a 3 anni di vita a causa dell’inquinamento.  In Lombardia morirebbero 300 persone l’anno per lo sforamento delle soglie di inquinamento fissate dall’Organizzazione mondiale della sanità, l’80% delle quali (circa 230) nella sola Milano. Questo il triste riassunto degli interventi degli esperti che si sono riuniti all’università Bocconi, per un convegno promosso da Iefe Bocconi, Fondazione Policlinico di Milano, Associazione Peripato e Alt Onlus.

“Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente sulla qualità dell’aria in Europa – ha affermato Edoardo Croci, direttore di ricerca allo Iefe-università Bocconi – la Pianura Padana, nonostante la tendenza al miglioramento, resta la peggiore d’Europa in termini di qualità dell’aria, insieme all’area più industrializzata della Polonia”. A Milano, in particolare, “la responsabilità principale delle emissioni di Pm 10, circa l’85%, è del traffico ed in Area C – aggiunge – l’Amat (Agenzia mobilità ambiente territorio) ha stimato che oltre il 70% delle emissioni è attribuibile ad auto e camion diesel euro 3 e 4 e a motorini a due tempi”.

Attraverso le misure adottate per ridurre lo smog, restrizioni al traffico, incentivo della bicicletta, car sharing e domeniche senz’auto, la situazione è migliorata – i dati rilevano infatti una diminuzione del 18% delle concentrazioni di Pm 10 e del 10% di quelle da ossidi d’azoto – ma non abbastanza.

Sono sei anni, e cioè da quando è entrata in vigore la direttiva europea sulla qualità dell’aria, che i livelli di inquinamento in Lombardia risultano troppo alti, tanto che la Corte di giustizia europea il 19 dicembre 2012 è arrivata a dichiarare l’Italia «inadempiente». Nello stesso anno, infatti, tutti i capoluoghi di provincia lombardi hanno sforato i limiti fissati per la protezione della salute: rispetto ai 35 giorni massimi di superamento della soglia di polveri sottili (Pm10), Cremona è arrivata a 118 «sforamenti», Brescia e Milano a 106, Bergamo a 99. E’ giunto dunque il momento di adottare provvedimenti più incisivi contro l’inquinamento, in conformità con l’articolo 32 della Costituzione che recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività».