Il picco di influenza stagionale è ormai stato raggiunto e i casi sono in netta diminuzione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha quindi iniziato a fornire qualche dato in merito all’epidemia che si è verificata a cavallo tra il 2016 e i primi giorni del 2017. Si stima che almeno 3,4 milioni di italiani si siano ammalati di influenza stagionale e che siano stati soprattutto gli anziani sopra i sessantacinque ann di età a subire le forme più gravi, ossia quelle che in almeno diciannove casi hanno condotto alla morte del paziente.

Altri numeri e dati interessanti sul fenomeno dell‘influenza stagionale sono arrivati da InfluNet, che ha diffuso un rapporto che è stato coordinato assieme all’Istituto Superiore di Sanità. Si apprende, ad esempio, che nella settimana compresa tra il 16 e il 22 gennaio il numero di casi di persone colpite da influenza si è attestato a 7,55 per mille, ossia in netto calo rispetto al dato della settimana precedente (in cui era arrivato a 8,59). Tra le Regioni italiane più colpite dall’epidemia Valle d’Aosta, la provincia di Trento e la Sardegna.

La situazione più a rischio è stata vissuta dalle persone anziane. Proprio in questa fascia d’età si sono registrate infatti le diciannove vittime di cui si diceva poco prima. Occorre però sottolineare che tutti avevano patologie croniche preesistenti, tra cui malattie respiratorie, diabetiche, cardiovascolari e problemi di obesità.

Altra categoria particolarmente colpita dai virus dell’influenza stagionale, quella dei bambini. Qui i dati offrono numeri particolarmente alti. Se si prende solo l’ultima settimana di gennaio, ad esempio, tra i bambini sotto i cinque anni vi è stata un’incidenza di 19,27 casi ogni mille piccoli pazienti, con numeri raddoppiati in seguito alla riapertura delle scuole dopo le vacanze natalizie.