L’influenza stagionale è stata meno intensa del previsto quest’anno e i casi registrati sono stati poco più di quattro milioni e ottocentomila. Un numero certamente inferiore rispetto all’annata precedente, quando l‘influenza stagionale aveva fatto registrare oltre sei milioni di persone finite a letto a causa di essa.

I numeri sono stati diffusi attraverso il bollettino reso noto da Influnet, dell’Istituto Superiore di Sanità, che si è occupato di vigilare sui casi in tutti questi mesi. L’epidemia di influenza stagionale si è conclusa in realtà due settimane prima della fine del monitoraggio eseguito dall’Istituto Superiore di Sanità. Il monitoraggio è stato definitivamente chiuso nella settimana tra il 18 e il 24 aprile scorsi mentre l’epidemia si è arrestata almeno quindici giorni prima.

La minore incidenza dell’influenza stagione potrebbe essere stata provocata dal minor freddo che si è avvertito quest’anno. Persino nei mesi solitamente più freddi dell’anno come gennaio e febbraio il clima piuttosto mite ha fatto sì che ad ammalarsi fosse un numero assai più inferiore di persone. Il resto è stato fatto dal vaccino, che moli continuano a fare e che in qualche modo tutela da forme di influenza più aggressive.

L’influenza stagione, come al solito, ha colpito maggiormente i bambini sotto i quattro anni di età e i bambini con età compresa tra i cinque e i quattordici anni. Meglio per gli adulti (0,93 casi tra i quindici e i sessantaquattro anni e 0,30 casi per coloro che hanno più di sessantacinque anni).