L’ influenza 2018 è caratterizzata da un esordio brusco, con picchi di febbre anche molto alta. Onde evitare allarmismi, è bene dunque ricordare che la febbre è un importante meccanismo di difesa messo in atto dal nostro corpo per difendersi dall’infezione. Non si tratta dunque di una patologia da combattere a tutti i costi, bensì un mezzo per favorire la guarigione e combattere i microbi, impedendone la crescita e la moltiplicazione attraverso la creazione di un ambiente a loro sfavorevole. L’aumentata temperatura corporea favorisce al contempo la produzione di leucociti (globuli bianchi) i quali sono deputati a combattere le infezioni. La comparsa della febbre è dunque un segnale che i meccanismi di autodifesa del nostro corpo stanno lavorando a pieno ritmo.

Se la temperatura si mantiene entro determinati range, non c’è motivo di provare ad abbassarla: sarà lo stesso sistema di regolazione della temperatura corporea ad impedire che raggiunga livelli troppo elevati. Sin quando la febbre è modesta (ossia intorno ai 38°C), è bene dunque lasciare che svolga la sua funzione difensiva, tenendo tuttavia monitorata la situazione per circa 24 ore, mantenendo il bambino ben idratato e prestando particolare attenzione alla comparsa di sintomi quali difficoltà respiratorie, battito cardiaco accelerato, rigidità del collo, difficoltà nel risveglio, dolore alle orecchie e stato confusionale. Nel bambino, un rapido aumento della temperatura può inoltre occasionalmente determinare l’insorgenza di convulsioni febbrili (che colpiscono dal 2 al 5% di tutti i bambini). Se si riscontra dunque uno dei sintomi sopra citati o la febbre si sta alando molto velocemente, allora è bene rivolgersi al proprio pediatra e concordare con esso le modalità di intervento.

Uno dei metodi fisici più efficaci nel trattamento della febbre consiste nell’effettuare spugnature con acqua tiepida. Queste sono infatti in grado di abbassare la temperatura corporea provocando dispersione di calore per via dell’acqua che evapora a contatto con la pelle. Precisiamo tuttavia che vanno effettuate dopo almeno 30 minuti dalla somministrazione di un antipiretico. In assenza di farmaci mirati ad abbassare la febbre, il corpo reagirebbe infatti mettendo in atto meccanismi finalizzati alla produzione di calore (come brividi e vasocostrizione), così da compensare l’abbassamento di temperatura e riportarla al valore prestabilito dal termostato ipotalamico, con conseguente peggioramento del disagio del bambino. Il modo corretto di effettuare le spugnature è dunque quello di somministrare preventivamente un antipiretico. Atteso il tempo necessario affinchè il farmaco faccia effetto, è quindi possibile effettuare spugnature a letto, riempiendo una bacinella di acqua tiepida ed usando una spugna per bagnare leggermente la pelle (insistendo su tempie, polsi, inguine e caviglie); oppure immergere il bambino in una vasca con un po’ di acqua tiepida, mantenendolo bagnato con la spugna per una ventina di minuti. Se notate la comparsa di brividi, significa che l’abbassamento della temperatura è troppo rapido e il corpo sta cercando di compensare la perdita di calore: aumentate quindi leggermente la temperatura dell’acqua.