Benché  le temperature siano ancora sorprendentemente miti, come ogni anno con l’arrivo dell’autunno ci si  prepara ad affrontare l’ondata di influenza stagionale. Secondo gli esperti, per la stagione 2017-2018 sono previsti dai 4 ai 5 milioni di casi di influenza, sebbene un inverno particolarmente freddo potrebbe far aumentare il numero dei contagi. Si tratterà dunque di una stagione influenzale a media intensità, più o meno in linea con quella passata, il cui periodo epidemico è durato 12 settimane, con un picco di contagi registrato nell’ultima settimana del 2016.

Anche i virus responsabili dell’ influenza 2017-2018 saranno gli stessi che hanno caratterizzato la stagione passata, spiegano gli esperti, con l’aggiunta di due nuove varianti. Tra queste, particolare attenzione è stata riservata al virus H1N1 pdm 09, appartenente al ceppo di tipo A, il più virulento tra quelli che contagiano l’uomo, e quindi ritenuto particolarmente aggressivo.

Per quanto riguarda i sintomi, anche l’ influenza 2017-2018 sarà caratterizzata da febbre, accompagnata da brividi, sudorazione, dolori muscolari, spossatezza generale, mal di gola, tosse, naso che cola (rinorrea), mal di testa, inappetenza e, in alcuni casi, nausea, crampi addominali, vomito e diarrea. Tali sintomi si manifestano generalmente dopo un breve periodo di incubazione (da 1 a 4 giorni); caratterizzati da un esordio brusco ed improvviso. La febbre risulta particolarmente alta durante le prime 24 ore, protraendosi generalmente per 2 o 3 giorni. Per quanto riguarda invece gli altri sintomi, possono persistere fino a due settimane, con naso chiuso, tosse, e generale senso di affaticamento. Nel giro di 7 giorni dall’esordio dell’influenza, si tende comunque a considerare il paziente guarito.

Ricordiamo che l’influenza è una malattia virale che colpisce principalmente le vie respiratorie. Si trasmette per via aerea, mediante microscopiche goccioline di saliva che si diffondono nell’aria quando si tossisce, si starnutisce o si parla. Al fine di prevenire il contagio, il miglior consiglio è dunque quello evitare i luoghi affollati e contatti ravvicinati con eventuali famigliari ammalati. Una volta contratto il virus, bisognerà invece pazientare da 3 a 5 giorni prima di tornare a sentirsi meglio, concedendosi tanto riposo, avendo cura di restare ben idratati ed assumendo paracetamolo per tenere a bada la febbre.