Le terapie oggi a disposizione per curare l’infertilità maschile sono numerose. Se ne trovano sia nella medicina convenzionale che in quelle alternative ed orientali, e non sempre orientarsi è semplice. Cominciamo a vedere che cosa propongono l’una e l’altra.

MEDICINA CONVENZIONALE OCCIDENTALE

Il medico visita il paziente, gli pone domande sulla sua vita sessuale e richiede alcune indagini per valutare il numero e la motilità degli spermatozoi. Gli esami evidenziano una insufficienza rispetto ai parametri normali e, ove possibile, si tratta la causa di base. Per esempio, si possono prescrivere iniezioni di ormoni se vi è un livello troppo basso di testosterone. La disfunzione erettile può essere trattata con il farmaco sildenafil (Viagra), altre cause rendono consigliabili trattamenti diversi, per esempio la psicoterapia e la terapia sessuale.

LA FECONDAZIONE ASSISTITA

Se le cause dell’infertilità maschile non sono identificabili o trattabili, si possono assumere misure per aumentare la possibilità di concepimento da parte della coppia. In caso di oligospermia o di azoospermia  (completa mancanza di spermatozoi nel liquido seminale), si può ricorrere alla fecondazione assistita (in Italia non è consentita quella eterologa). Se gli spermatozoi sono pochi o poco mobili, è possibile selezionare da un campione di sperma un unico spermatozoo e inpiantarlo nell’ovulo prelevato da un ovaio (iniezione spermatica intracitoplasmica); se inizia a svilupparsi un embrione, si introduce nell’utero, dove può insediarsi e crescere. Questa soluzione è possibile anche in caso di azoospermia, prelevando gli spermatozoi dei testicoli o dagli epididimi. Un’alternativa consiste nell’introdurre nell’utero, attraverso la cervice, gli spermatozoi ottenuti in questo modo (inseminazione intrauterina). In caso di oligospermia lieve, si può praticare la fecondazione in vitro: ponendo a contatto in laboratorio campioni di sperma e alcuni ovuli.

TERAPIA NUTRIZIONALE

  • Integratori di vitamina C: si è osservata una correlazione fra deficit di vitamina C e oligospermia, maggiore incidenza di spermatozoi difettosi, minore motilità e fenomeni di agglutinazione (aggregazione degli spermatozoi). In uno studio sugli effetti della vitamina C nei fumatori, la dose di 1000 mg di questa sostanza ha prodotto miglioramento della vitalità e della motilità spermatica e la riduzione dell’agglutinazione e del numero degli spermatozoi anomali. Gli autori hanno concluso che è ragionevole somministrare agli uomini infertili 1000 milligrammi di vitamina C al giorno per migliorare la funzione spermatica. Si possono assumere 500 mg di vitamina C, 2 volte al giorno.
  • Integratori di vitamina E: in uno studio in cui si sono esaminati campioni di semi di uomini infertili, si è riscontrato che gli spermatozoi dotati di maggiore motilità presentavano una concentrazione più elevata di vitamina E. Gli autori ritengono che questa sostanza possa svolgere un’azione protettiva contro i danni dei radicali liberi sul seme. Questi studi indicano che l’integrazione con vitamina E aumenta la qualità del seme e il tasso di fecondazione. La dose raccomandata è di 200-400 IU al giorno.
  • Integratori di selenio: Uno studio ha dimostrato che l’integrazione con selenio in uomini sub-fertili che presentavano un deficit di questo minerale ha migliorato la motilità spermatica e la possibilità di concepimento. La dose raccomandata è di 100-200 µg di selenio al giorno.
  • Integratori di zinco: lo zinco svolge una funzione importante nello sviluppo dei testicoli, nella produzione degli spermatozoi e nella loro motilità. In uno studio si è rilevato che gli uomini infertili avevano una concentrazione di zinco nel siero e nel seme sensibilmente inferiore alla norma. In caso di basso livello di testosterone, l’integrazione con zinco permette di innalzare i valori ormonali e di migliorare la fertilità. La dose raccomandata è di 50 mg al giorno per parecchi mesi, da accompagnare con 1 mg di rame per ogni 15 mg di zinco per evitare il rischio di deficit di rame associato all’assunzione dello zinco.

Consultate il medico prima di assumere vitamina E con anticoagulanti, o vitamina C con antibiotici o warfarin, o zinco con antibiotici.