Secondo uno studio del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem, almeno la metà dei casi di infarto avverrebbe in modo del tutto asintomatico, ossia senza lancia preallarmi su quanto accadrà. L’infarto arriverebbe all’improvviso in almeno il 45 per cento dei casi, facendo in modo che non si possano mettere in atto terapie che ne scongiurino il verificarsi. In realtà, come hanno spiegato gli stessi ricercatori che hanno condotto lo studio, non si tratterebbe di casi di infarto fulminante bensì di casi di infarto che non è possibile prevedere, semplicemente perché il cuore non mostra sintomi che possano farlo presagire.

Un vero problema quest’ultimo, soprattutto perché in queste condizioni non si possono effettuare cure che aiutino a scongiurare il rischio di infarto. Sui quasi 9.500 volontari che hanno partecipato allo studio, ad esempio, 317 di questi hanno avuto un infarto asintomatico mentre 386 hanno avuto un infarto di tipo “classico”, che ha presentato tutti i sintomi tipici. E se il primo tipo di infarto è sembrato essere assai più frequente negli uomini, esso appare invece essere più pericoloso e letale per le donne. Sta di fatto che l’infarto asintomatico resta più pericoloso di quello normale perché può non essere riconosciuto immediatamente e trattato adeguatamente.

Snocciolando alcuni dati ricavati dallo studio, si è appreso, ad esempio, che l’infarto asintomatico è in grado di far triplicare il rischio di decesso per cause cardiache e di far aumentare del ben 34 per cento il rischio di morte per cause generali.