Sempre più maschi italiani ricorrono ad Avanafil, la “pillola dell’amore” lanciata da Menarini nel marzo del 2014, per assicurarsi la felicità sotto le lenzuola. Si parla di 1,2 milioni di compresse vendute dalle farmacie nostrane nell’ultimo anno, circa 4.000 al giorno.

Il farmaco contro l’impotenza si è fatto strada nella giungla di alternative grazie alla sua flessibilità: diversamente da altre pillole “griffate” l’Avanafil agisce subito (dopo 15 minuti) e il suo effetto dura il “giusto” (circa 6 ore). Fattori che consentono di vivere il rapporto in modo più rilassato, senza il vincolo della pianificazione.

Giorgio Franco, presidente SIA (Società italiana di andrologia), spiega che Avanafil “è sicura e facile da assumere, risulta ben tollerata anche al dosaggio più alto di 200 mg ed è efficace anche in presenza di una disfunzione erettile di grado severo”. Gli effetti collaterali noti sono mal di testa, nausea e congestione nasale, riscontrabili anche per Viagra, Cialis e Levitra. Anche in questo caso si sconsiglia di assumere alcool e i cibi eccessivamente grassi durante il “trattamento”.

Il farmaco in questione, disponibile in Italia con il nome commerciale di Spedra, resta pur sempre un “inibitore della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE5)” e come i competitor anti-impotenza funziona bloccando il lavoro di enzima che provoca il rilassamento di quei corpi cavernosi fondamentali per la funzione erettile.

I dati sull’impressionante diffusione della pillola dell’amore Menarini sono stati rivelati in occasione del meeting fiorentino “Best 2015”, che ha visto la partecipazione della già citata Società italiana di andrologia (SIA), della Società italiana di urologia (SIU) e della Società italiana di andrologia e medicina sessuale (SIAMS). In questa edizione del convegno si è parlato dei “veri bisogni dei pazienti, che emergono con forza dagli studi scientifici condotti nella pratica clinica reale e spingono la ricerca a creare nuovi farmaci che siano quanto più possibile tagliati su misura”.