Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha riferito alla Camera sulla questione dell’Ilva di Taranto, cercando di smorzare i toni e, soprattutto, di chiarire che c’è ancora da indagare per capire quali siano le vere responsabilità dell’acciaieria su ciò che sta accadendo a Taranto e dintorni.

La situazione ha evidenti impatti ambientali e probabili impatti sulla salute che vanno messi in relazione alle normative del tempo e alle autorizzazioni nel tempo ricevute dagli impianti […] per cui una parte delle problematiche rilevate dalle indagini epidemiologiche che sono state realizzate per conto della magistratura ma anche dell’Istituto superiore della Sanità, danno conto di uno stato della salute della popolazione con evidenti eccessi di mortalità che fanno riferimento presumibilmente a contaminazioni ambientali derivanti da impianti che a quel tempo operavano nel rispetto delle leggi.

In pratica, secondo il ministro,non si dovrebbe parlare di una colpa di vari amministratori dell’azienda, contrariamente a quanto ha deciso la magistratura ponendo sotto sequestro gli impianti, ma di un ritardo della burocrazia italiana nella valutazione degli impatti ambientali e sulla salute dei cittadini.

Comunque sia non si può negare che le emissioni dell’Ilva hanno notevolmente danneggiato l’ambiente e, di conseguenza, questo ha avuto un impatto molto forte sulla salute dei cittadini che hanno visto aumentare notevolmente il tasso di mortalità a causa di tumore.